Cinque donne, cinque storie di attivismo, coraggio e resilienza; un solo premio, il Dvf Awards, che la stilista Diane von Furstenberg assegna ogni anno a donne che si sono battute per qualcosa di importante e che con quella battaglia hanno cambiato la vita di altre persone. E una sola città: Venezia è tornata ad ospitare l’edizione 2026, al teatro Goldoni.
“Questo è un evento che celebra donne straordinarie, la cui grazia, determinazione, coraggio e visione resteranno con noi ben oltre la serata di oggi”, ha detto il sindaco di Venezia Simone Venturini, che ha preso la parola dopo l’esibizione canora di Noa e Mira Awad, ricordando di aver visto crescere l’evento anno dopo anno.
Il sindaco ha dunque rivolto il suo omaggio a Diane von Furstenberg: “A nome della Città desidero rivolgere un ringraziamento speciale a una donna straordinaria: una vera “serenissima”, una forza della natura, cara amica di Venezia; ambasciatrice della bellezza, della fragilità e dell’unicità di questo luogo, nonché una donna di grande visione. Sapete che la bandiera di Venezia reca l’immagine del leone alato, il Leone di San Marco. Stasera vogliamo esprimere la nostra gratitudine a una “leonessa speciale”: una donna che ha conquistato tutti con la sua creatività, la sua eleganza, la sua indipendenza e con una straordinaria capacità di ispirare generazioni di donne”.
Queste le parole di Venturini che, poco prima dell’avvio della grande serata, dietro le quinte del teatro, ha personalmente portato il saluto della Città a Diane e alle cinque donne protagoniste di questa edizione, la numero 17.
Venturini ha così incontrato Gisèle Pelicot, la donna che ha rinunciato all’anonimato durante il processo per le violenze subite per anni; l’attrice Jane Fonda, che negli ultimi tempi si è fatta arrestare più di una volta ai cortei per il clima; Lynsey Addario, che le guerre le ha guardate attraverso un obiettivo, in Afghanistan, in Iraq, in Ucraina, ed è tornata “sul campo” anche dopo essere stata rapita in Libia. Wawira Njiru, fondatrice in Kenya di Food4Education, l’organizzazione che porta ogni giorno pasti caldi nelle scuole: per molti bambini, il pasto principale della giornata. Mia Amor Mottley è la prima donna a guidare le Barbados ed è diventata una delle voci più ascoltate quando si discute di chi debba pagare i danni del clima nei Paesi piccoli e poveri.
Nel corso degli anni, i Dvf Awards hanno dato voce e visibilità a donne provenienti da oltre trenta Paesi, sostenendone il lavoro attraverso contributi economici destinati a promuovere iniziative in ambiti diversi: dalla lotta al cambiamento climatico e alla tratta di esseri umani, alla promozione della parità di genere e alla prevenzione della violenza contro le donne.
E Diane von Furstemberg ha voluto omaggiare un’altra straordinaria figura: “Gloria Steinem, una donna fantastica, un’icona femminista e una mia cara amica che è venuta a mancare oggi. Vorrei quindi dedicare questa serata a lei. Questi premi sono stati creati proprio per sostenere e dare visibilità a donne che hanno il coraggio di lottare, la forza di sopravvivere e la capacità di guidare e ispirare”.
