Emergenza coronavirus – Guadagnini (PdV): “Per la seconda volta il Governo non tiene in considerazione le indicazioni che arrivano dal Veneto”

Emergenza coronavirus – Guadagnini (PdV): “Per la seconda volta il Governo non tiene in considerazione le indicazioni che arrivano dal Veneto”

(Arv) Venezia, 9 mar. 2020 – “È già la seconda volta che il Governo non tiene in considerazione le indicazioni che vengono dal Veneto. La prima è avvenuta all’inizio dell’epidemia quando l’Università di Padova aveva suggerito il controllo di tutte le persone di rientro dalla Cina, sintomatiche e non, per una questione di prudenza. La sanità veneta non ha potuto operare in tale direzione a causa delle disposizioni ministeriali, e a causa dei costi che questi controlli avrebbero comportato (visto che il SSN non rimborsa questi costi e i controlli sono piuttosto onerosi). In quel caso Roma giudico le nostre indicazioni troppo prudenti. Col senno di poi, si può dire che sarebbero state quanto mai opportune”. Lo afferma in una nota il Consigliere regionale Antonio Guadagnini (Partito dei Veneti) che aggiunge: “E adesso, il decreto del Governo che stabilisce le cosiddette ‘zone arancioni’ non tiene conto delle indicazioni del comitato scientifico veneto che affianca il Presidente Zaia, il quale reputa eccessive le misure prese dal governo nei confronti della nostra regione. E le reputa eccessive dando motivazioni molto circostanziate. Noi non siamo in grado di valutare chi abbia ragione, diciamo però che sarebbe stato opportuno il coinvolgimento delle autorità venete prima di prendere qualsiasi decisione. Quindi, se sul merito della decisione non possiamo discutere, esprimiamo grande dissenso sul metodo. Se Roma avesse ascoltato le indicazioni provenienti dal Veneto all’inizio, avremmo indubbiamente una situazione migliore oggi. Visto il precedente, il governo avrebbe fatto bene ad ascoltare le indicazioni del comitato scientifico veneto al fine di prendere una decisione condivisa”.

“Ancora una volta – evidenzia il Consigliere – è stata calpestata la nostra capacità e la nostra volontà di autogoverno, senza dare spiegazioni. E francamente ciò è inaccettabile, alla luce dell’efficienza con la quale Roma esercita il suo centralismo. Del resto, se un coordinamento era necessario – molto di più di quello italiano – sarebbe stato quello europeo, come sta dimostrando l’evoluzione della situazione in Germania, Francia e nel resto del continente. Anche in questo caso, se l’Ue si fosse mossa per tempo e con il rigore necessario, si poteva evitare di finire nella situazione attuale. Ancora una volta l’Ue ha perso l’occasione di dimostrare la sua utilità”.

“Detto questo – conclude il Consigliere Guadagnini – a prescindere dalla protervia romana, rivolgiamo un appello ai nostri concittadini: il consiglio che ci sentiamo di dare oggi, nonostante che in Veneto la situazione sia relativamente migliore di quella della Lombardia, dopo aver preso atto dell’evoluzione del contagio, è quello di limitare gli spostamenti il più possibile. Stare a casa, oggi, è la scelta migliore. Fino a ieri, ci veniva consigliato di muoverci rispettando elementari regole di comportamento e così abbiamo fatto; oggi la situazione consiglia maggiore prudenza e maggiori sacrifici”.

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(Consiglio Veneto)