COVID 19 E INQUINAMENTO DELL’ARIA. ARPAV NELLA TASK FORCE NAZIONALE DEL PROGETTO PULVIRUS CON SNPA, ISS E ENEA

E’ stato presentato oggi a Roma dal Sistema Nazionale delle Agenzie, Istituto Superiore di Sanità ed Enea il progetto PULVIRUS che indagherà sul legame fra inquinamento dell’aria e Covid 19. In prima linea dall’inizio dell’emergenza a fianco della Protezione civile regionale, l’Agenzia ambientale veneta entra nella task force nazionale. “Abbiamo fortemente promosso questa iniziativa, il dataset delle agenzie e le competenze del personale, chimici, biologi, fisici, tecnici, possono essere decisive per capire il legame fra inquinamento e Covid” afferma Luca Marchesi, direttore generale Arpav e aggiunge “Per questo abbiamo fortemente promosso un’iniziativa nazionale e siamo nella cabina di regia della task force Pulvirus composta da Istituto Superiore di Sanità, Enea e Sistema nazionale delle Agenzie, in cui c’è anche Ispra. Inoltre Arpav è già impegnata in due progetti di ricerca con università ed istituzioni venete che studieranno i dati delle nostre stazioni di monitoraggio”.
Già prima della nascita della task force nazionale le Agenzie ambientali, riunite nel Sistema Nazionale delle Agenzie, hanno condiviso i dati delle stazioni di monitoraggio dell’aria che coprono capillarmente il territorio nazionale soprattutto nelle regioni maggiormente interessate alla pandemia. L’analisi preliminare dei dati durante il lockdown indica che i differenti inquinanti studiati non hanno avuto gli stessi andamenti. Infatti da fine febbraio si nota la diminuzione del biossido di azoto (NO2) maggiormente collegato al traffico veicolare mentre le polveri sottili sono state altalenanti perché influenzate dai fenomeni atmosferici; per fare un esempio, il periodo del lockdown è coinciso con la stagione primaverile maggiormente ventilata e quindi favorevole al miglioramento dell’aria.

(Arpav)

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