Politica – Azzalin (PD): “Prorogare la legislatura è la cosa ‘più normale’ di questo periodo: dobbiamo garantire la sicurezza sanitaria e la correttezza democratica”

Politica – Azzalin (PD): “Prorogare la legislatura è la cosa ‘più normale’ di questo periodo: dobbiamo garantire la sicurezza sanitaria e la correttezza democratica”

(Arv) Venezia 8 apr. 2020 –   “Non è normale la proroga di una legislatura? Certo, ma è forse la cosa ‘più normale’ visto il periodo che stiamo vivendo, con una pandemia in corso. Non lo è allestire ospedali per ospitare e curare pazienti colpiti da un contagio epocale, così come la chiusura di negozi, imprese e locali definiti non indispensabili. E sicuramente è ancora meno normale che tutti i cittadini non sottoposti a misure penali di limitazione della libertà personale siano di fatto costretti a subirle, in modo così pesante. Non è normale, ma è purtroppo necessario se vogliamo frenare la diffusione del contagio e poi ripartire”. A dirlo è Graziano Azzalin, Consigliere regionale del Partito Democratico, che torna sul rinvio del voto amministrativo contestato dal Presidente del Veneto Luca Zaia. “L’Università di Padova, per fare un esempio, ha programmato le sessioni per le tesi di laurea in modalità on line fino alla fine di luglio. La tutela della salute è la priorità assoluta, sperando di metterci alle spalle in fretta la fase più critica. Al momento però non ci sono certezze – sottolinea l’esponente dem – pensare alle elezioni senza che ci possano essere tutte le condizioni minime per garantirne la sicurezza da un punto di vista sanitario e la correttezza democratica dall’altro mi sembra quanto meno irrispettoso nei confronti di chi è stato costretto a chiudere un’attività o dei tanti lavoratori che invece non possono stare in casa, pur volendolo, così da evitare rischi per sé e le proprie famiglie. Mi sembra buonsenso, tutto qua, lo dico senza polemica”. “Spero che nessuno voglia approfittare di questa situazione difficilissima – conclude Azzalin – forzando e strumentalizzando per fini politici. Se però si vuole un plebiscito emergenziale di stampo ‘ungherese’ non staremo in silenzio”. 

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(Consiglio Veneto)