Terza commissione – Covid-19: gli Assessori regionali Donazzan e Pan in audizione sui temi del lavoro, dell’agricoltura e delle PMI

Terza commissione – Covid-19: gli Assessori regionali Donazzan e Pan in audizione sui temi del lavoro, dell’agricoltura e delle PMI

(Arv) Venezia 15 apr. 2020 –      La Terza commissione permanente del Consiglio regionale del Veneto presieduta da Stefano Casali (Fratelli d’Italia-MCR), Vicepresidente Graziano Azzalin (Partito Democratico), nel corso dell’odierna seduta telematica ha sentito in audizione l’Assessore regionale all’istruzione, alla formazione, al lavoro e pari opportunità Elena Donazzan, e l’Assessore regionale all’agricoltura, caccia e pesca Giuseppe Pan, in ordine alle misure settoriali relative all’emergenza da Covid-19.

L’Assessore Donazzan, nel corso del suo intervento, ha sinteticamente rammentato il quadro normativo nazionale di riferimento, nello specifico i Decreti Legge emanati nel mese di marzo, il n. 9/2020 e il n. 18/2020, il c.d. “Cura Italia”, e le principali azioni regionali in materia di ammortizzatori sociali e in particolare il funzionamento della cassa integrazione in deroga, riconosciuta a chi non ha altri ammortizzatori sociali, ovvero la Cig ordinaria e straordinaria, per i lavoratori subordinati. Di seguito, l’Assessore ha ricordato l’accordo quadro sulla Cassa Integrazione in Deroga e per la concessione dell’indennità di lavoro autonomo, del 20 marzo, in sede di CRCPS, la Commissione Regionale di Concertazione tra le Parti Sociali (CRCPS), un passaggio propedeutico alla stesura delle linee guida per la CIGD che in Veneto prevede, tra l’altro, che la domanda debba essere trasmessa alla Regione tramite procedura disponibile sul portale ClicLavoro Veneto. A tal proposito, l’Assessore ha ricordato che, nella sostanza, la Regione verifica e invia all’Inps circa trecento istanze al giorno che devono essere nuovamente verificate dall’Istituto; nelle more di questa verifica, grazie a una convenzione che la Regione ha stipulato con i principali istituti di credito del Veneto (Unicredit, Credit Agricole Friuladria, Federazione Veneta delle Banche di Credito Cooperativo, Banca Monte dei Paschi di Siena, Intesa Sanpaolo), i lavoratori interessati possono richiedere l’anticipazione del trattamento di cassa integrazione in deroga con modalità semplificate e senza costi aggiuntivi, uno strumento creato nel 2015 in concomitanza con la precedente crisi economica che ha colpito il Veneto. Altro aspetto illustrato dall’Assessore Donazzan, il tema della sicurezza e della tutela dei lavoratori, a proposito del quale è stata ricordata la sottoscrizione tra Governo e parti sociali del protocollo nazionale per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus negli ambienti di lavoro, del 14 marzo (analogo incontro era avvenuto tra Regione del Veneto e parti sociali il 13 marzo), e l’affermazione del principio fondamentale secondo il quale la prosecuzione delle attività produttive può avvenire solo in presenza di condizioni che assicurino inderogabilmente la salute e la sicurezza dei lavoratori; la Regione del Veneto esplica il ruolo di monitoraggio nei luoghi di lavoro tramite Asl e Spisal che raccolgono e valutano le segnalazioni e vigilano sulla corretta applicazione delle misure di prevenzione: al 9 aprile, 4032 sono state le ispezioni da parte degli Spisal, riguardanti in totale oltre 200mila lavoratori, per una media di 200 aziende controllate al giorno, con incidenze di irregolarità inferiore al 5% e di segnalazione ai prefetti inferiore al 2%. Nella parte conclusiva dell’intervento, a proposito dei Dispositivi di Protezione Individuale, l’Assessore ha ricordato il tema della produzione in emergenza di mascherine chirurgiche e degli incentivi per la riconversione produttiva delle imprese, di cui ai decreti legge di marzo, l’attività dell’Unità di crisi aziendali di Veneto Lavoro, con 150 imprese assistite dal punto di vista informativo, normativo e tecnico, nonché tutti gli incontri e le riunioni cui la Regione del Veneto ha partecipato sul tema, dal 27 febbraio al 15 aprile, e i prossimi incontri che saranno incentrati sulla ripresa post emergenziale, sullo studio – in collaborazione con le università venete – di nuovi modelli organizzativi e produttivi, con particolare attenzione ai settori del turismo, del commercio e della moda.

L’Assessore Pan, successivamente, ha illustrato, sintetizzando e riassumendo, i diversi problemi che stanno investendo il settore primario a seguito dell’emergenza coronavirus. Tra questi, il lavoro stagionale e il problema dell’incontro tra domanda e offerta di lavoro in questo settore: in particolare, l’Assessore ha rimarcato due elementi, ovvero la necessità non solo di inserire lavoratori nel settore, ma lavoratori che siano formati e in sicurezza, e l’ulteriore necessità di poter utilizzare un sistema di pagamento snello che, se non potrà avere il nome ‘voucher’, dovrà comunque avere caratteristiche tali da consentire analoga rapidità di pagamento. Di seguito, l’Assessore ha menzionato i principali settori investiti dalla crisi, dal florovivaismo all’allevamento dei suini, dall’agrituristico al caseario, ambiti del settore primario che, con estrema probabilità, saranno in parte oggetto di prossimi e specifici interventi normativi da parte del Governo nazionale. A proposito del latte, l’Assessore ha osservato che, dopo l’incertezza iniziale, il settore appare in controtendenza, dovuta al maggior consumo domestico di prodotti conservati e freschi. Altro comparto citato dall’Assessore, quello vinicolo, la cui crisi è legata alla chiusura del sistema cosiddetto horeca (in sintesi estrema, la ristorazione) e alla ricaduta dell’emergenza covid-19 sui prodotti appartenenti all’alta fascia di mercato; in questo caso, l’Assessore Pan ha sottolineato la necessità di programmare e utilizzare in maniera importante i canali promozionali internazionali del prodotto a marchio, ad esempio nei settori vino e formaggi, in vista della ripresa. A proposito del settore pesca, infine, sono stati menzionati gli interventi a favore dei Cogevo di Chioggia e Venezia, previsti nella variazione di bilancio regionale di prossima approvazione, e il riconoscimento della Cassa integrazione anche per pescatori professionali nelle acque interne.

Di seguito, la Commissione ha dato il via libera, all’unanimità, a due Pareri alla Giunta regionale riguardanti misure di interventi per il supporto della liquidità delle imprese colpite dall’emergenza coronavirus. Si tratta, in particolare, del Parere n. 529, relativo all’aggiornamento delle disposizioni operative per l’utilizzo del Fondo regionale di Garanzia, istituito presso la finanziaria regionale Veneto Sviluppo S.p.A., per operazioni di riassicurazione del credito garantito dai Confidi, a vantaggio delle PMI venete del settore primario, e del Parere n. 531, contente misure analoghe a quelle disciplinate nel precedente provvedimento, con riguardo alle PMI venete degli altri settori.

Il Parere n. 529, nel prendere atto dei danni subiti dalle imprese agricole venete in termini di capacità produttiva e di relazioni commerciali come conseguenza dell’epidemia, prevede un sostegno a favore delle aziende del settore primario, complementare alle vigenti misure statali, intervenendo, rafforzandolo, sul fondo regionale di riassicurazione istituito presso Veneto Sviluppo, con l’obiettivo di facilitare l’accesso al credito da parte delle imprese agricole venete rinforzando il ruolo dei Confidi nell’azione di affiancamento delle piccole e medie imprese nel dialogo con il sistema bancario, prevedendo a questo scopo uno stanziamento di 2 milioni di euro. Il provvedimento, in sintesi, eleva la percentuale di copertura del Fondo regionale di garanzia e controgaranzia al 90 per cento dell’importo garantito dal Confidi (prima era del 70 per cento) e raddoppia il cosiddetto ‘cap’ di rischio attualmente previsto dalle disposizioni operative di cui alla deliberazione della Giunta regionale n. 711 del 13 maggio 2014, portandolo al 12 per cento per tutte le linee di intervento. Analogo, nella sostanza, il Parere n. 531 che stanzia, con le stesse finalità, per le PMI non agricole, 28 milioni di euro, con la possibilità di arrivare in futuro, con ulteriori provvedimenti, a 36 milioni di euro.

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(Consiglio Veneto)

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