Elezioni regionali – Scarabel (M5S): “Contro Zaia, la sua stessa maggioranza in Consiglio regionale. Solo lui vuole il voto a luglio. Se ne faccia una ragione”

Elezioni regionali – Scarabel (M5S): “Contro Zaia, la sua stessa maggioranza in Consiglio regionale. Solo lui vuole il voto a luglio. Se ne faccia una ragione”

(Arv) Venezia 28 mag. 2020 – “I veneti vogliono votare, perché sono cittadini liberi, consapevoli del valore democratico della propria scelta. Va detto subito e una volta per tutte, sciogliamo ogni dubbio: non si può consentire di far credere che qualcuno tema il voto. Dalle parti di Zaia, i conti non tornano: nella sua conferenza stampa quotidiana,  diventata uno strumento di propaganda personale, il Presidente insiste nel chiedere il voto a luglio, mentre, in Consiglio regionale, la sua stessa maggioranza mette all’ordine del giorno l’adeguamento della legge elettorale regionale alle direttive nazionali, in pratica accogliendo la data che il Governo fisserà. E pensare che poco prima era stata approvata la riduzione da 50 a 60 giorni l’indizione dei comizi elettorali. Queste le parole del consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Simone Scarabel, che aggiunge: “Pare evidente che tra Zaia e i suoi, la confusione regna sovrana.

“Noi del Movimento 5 Stelle, le idee le abbiamo ben chiare. Siamo nati, cresciuti e andati al governo nazionale secondo il principio cardine della democrazia diretta, non abbiamo certo paura di andare al voto. Siamo stanchi della polemica quotidiana suscitata e cavalcata dal Presidente  Zaia riguardo la data del voto regionale.

Siamo stanchi di assistere ad un balletto deprimente sulle date, secondo i sondaggi e le convenienze quotidiane”.

“Dopo l’ordine del giorno votato in Consiglio regionale del Veneto, auspichiamo sia finito questo balletto, ispirato  soltanto dalle convenienze del momento. Se il Presidente Luca Zaia, vuole andare contro la sua stessa maggioranza chiedendo di anticipare il voto – conclude Simone Scarabel – suggeriamo la soluzione definitiva: dimettersi e far cadere il governo regionale”.

/1136

(Consiglio Veneto)