Sociale – Bartelle, Guarda, Ruzzante (Veneto 2020): “Il Veneto sceglie di fermare le donne. Gravissimo voto contrario”

Sociale – Bartelle, Guarda, Ruzzante (Veneto 2020): “Il Veneto sceglie di fermare le donne. Gravissimo voto contrario”

(Arv) Venezia 19 mag. 2020 –  “E’ la donna che si occupa del 76% delle ore dedicate al servizio sociale non retribuito, in pratica alla cura delle persone, dai bimbi agli anziani, in veste di mamma, moglie, figlia, sorella. Per questo, è un enorme errore politico, il voto contrario della Lega e la sua maggioranza alla nostra proposta, avanzata durante la seduta del CrV di oggi, sulla base dei preoccupanti dati ricavati dal dossier, sulla disparità lavorativa fra donne e uomini in Veneto e ai dati ricavati da quello di Save the Children, sulle ‘mamme equilibriste’”. Così i consiglieri regionali del Coordinamento Veneto 2020, Patrizia Bartelle (Italia In Comune), Cristina Guarda (Civica per il Veneto) e Piero Ruzzante (Liberi E Uguali), che informano: “Dire no a questo, significa appiattirsi ad una becera visione di contrasto ideologico che umilia le donne, tutte, perché significa negare una visione unica della figura femminile, senza spezzare la sua realizzazione in compartimenti stagni: vogliamo che le donne di oggi, e del futuro possano volare alto, seguendo le proprie inclinazioni e aspirazioni professionali. La Lega del Consiglio regionale del Veneto e della Giunta, al contrario, dice no”. “Vogliamo invece promuovere senza esitazione un’azione politica non contraddittoria: il tempo e di conseguenza, l’organizzazione familiare è l’ambito su cui la politica deve concentrarsi. Abbiamo – sottolineano i consiglieri – strumenti economici e culturali da mettere in pratica, con esperienze vincenti già messe in atto, e che quindi, possono indicare la strada più corretta: non fermiamoci allo scontro ideologico, magari incorniciato da qualche post ad hoc su quanto le donne siano importanti, solo nelle occasioni di festa. “E’ urgente prevedere la promozione di misure strutturali a sostegno della genitorialità, più attenzione al percorso nascita, alla garanzia dei servizi educativi, a una valutazione delle aziende secondo l’attenzione prestata alla genitorialità (family audit), maggiori tutele per le lavoratrici, maggior favore per il coinvolgimento degli uomini nella cura dei figli. Se la Lega Veneta vuole dire no a questo – concludono Bartelle, Guarda e Ruzzante – dove andremo? Indietro?”.

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(Consiglio Veneto)

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