Giornata mondiale dell’ambiente – Zanoni (PD): “In Veneto troppi segnali d’allarme inascoltati, è ora di agire”

Giornata mondiale dell’ambiente – Zanoni (PD): “In Veneto troppi segnali d’allarme inascoltati, è ora di agire”

(Arv) Venezia, 5 giu. 2020 – “Il Veneto ha pagato un tributo doloroso ai cambiamenti ambientali, ma i tanti segnali di allarme sono rimasti inascoltati da parte dell’amministrazione regionale. Credo sia indispensabile invertire la rotta, come chiede anche il presidente della Repubblica Mattarella: del resto il tornado del 2015, l’uragano Vaia del 2018 e l’acqua alta a Venezia dello scorso anno sono messaggi chiari”. A dirlo, in occasione della Giornata mondiale dell’ambiente, è Andrea Zanoni, Vicepresidente della Commissione che si occupa di politiche dell’ambiente a palazzo Ferro Fini e Consigliere del Partito Democratico. “Purtroppo – ricorda l’esponente dem – siamo la prima regione in Italia per distruzione di suolo e biodiversità e tra le prime in Europa per aria avvelenata dallo smog; all’opposto, ci troviamo in ultima posizione per superficie coltivata con metodi biologici. Al di là delle belle parole e delle promesse della Giunta, continuano i disboscamenti e gli sbancamenti delle colline per far spazio a nuovi vigneti, con intere zone del Veneto ridotte ormai a una monocoltura”.

“Ma non solo – aggiunge Zanoni proseguendo nell’elenco – si consente di cacciare specie di uccelli a rischio estinzione senza ascoltare le raccomandazioni di Ispra e Ministero, aumentano le vendite e il consumo dei pesticidi, tanto che nei corsi d’acqua sono presenti ovunque dei residui, abbiamo l’inquinamento più grave e vasto al mondo causato dai Pfas rilasciati nei fiumi e falde acquifere”.

“La Giunta Zaia – esorta il Consigliere – rifletta sulle parole del capo dello Stato Mattarella: ‘le nostre azioni, il nostro modello di produzione e di consumo hanno comportato una riduzione della capacità che gli ecosistemi hanno da sempre di adattarsi ai cambiamenti, pur continuando a svolgere funzioni indispensabili, quali, ad esempio, la protezione del suolo, il controllo del clima e degli agenti patogeni. E ancora, ‘la ricchezza della diversità biologica è per le nostre società fonte di resilienza. Compromettere tutto ciò significa aumentare le probabilità che i cambiamenti ambientali ci giungano come calamità’”.

“Serve un’assunzione di responsabilità da parte di tutti – conclude Zanoni – e in primis della politica. Continuare con il negazionismo può solo peggiorare la situazione”. 

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(Consiglio Veneto)

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