Sanità, monitoraggio Lea. Bigon (Pd): “Risultato Veneto che non cancella profonde criticità. Sia invece di spinta per trovare soluzioni efficaci”

26 febbraio 2025

(Arv) Venezia 25 feb. 2025 –     “Il risultato del monitoraggio dei livelli essenziali di assistenza per il 2023, pone in vetta il Veneto, ma non consente di essere letto in maniera trionfalistica. E se la prevenzione segna un miglioramento, questo va attribuito al rapporto fiduciario tra medico di famiglia e assistito. Un fattore che rischia di saltare sia alla luce delle proposte di riforma che soprattutto delle carenze crescenti tra i professionisti. Dunque, la positività va colta non come traguardo ma come elemento di spinta ad intervenire sulle criticità evidenti della nostra sanità”. E’ quanto dichiara la consigliera regionale del Partito Democratico, Anna Maria Bigon“Anche sul fronte della assistenza domiciliare poi, se è vero che raggiungiamo il 10% delle persone over 65 non autosufficienti, resta il fatto che le ore date a disposizione sono pochissime e che tutto il resto del fabbisogno è a carico del malato. Si tratta quindi di potenziare la medicina territoriale. I distretti mancano infatti di medici e vanno potenziati, dalla ginecologia al supporto psicologico. Auspico – evidenzia Bigon –  che non si prendano i dati del monitoraggio come alibi. Le proiezioni di medio termine impongono investimenti e misure di reperimento del personale medico, di cui già si registra una carenza di 3.500 unità. Senza dimenticare che l’emergenza liste d’attesa rimane invariata, anche relativamente agli interventi chirurgici. I Pronto Soccorso sono affollati, e obbligano i pazienti a lunghe ore di attesa a causa del personale mancante. Insomma, c’è molto da fare e poco da sbandierare”, conclude Bigon.

(Regione Veneto)