
Giovedì 20 marzo, nella chiesa del Seminario, il Vescovo ha conferito il ministero di accolito a due studenti del Seminario di Treviso: Claudio Pistolato, originario di Cappella di Scorzè, in servizio a Mogliano Veneto; e Francesco Boz, della parrocchia di Santa Bona di Treviso, in servizio a Paese.
Un bel momento di preghiera e fraternità condiviso dalla comunità del Seminario e da amici e famigliari dei due giovani. Mons. Tomasi, nell’omelia, ha ricordato che l’accolitato è un passo verso il servizio alla mensa, la mensa benedetta del Signore, per noi, perché condivisione della sua stessa vita, nel pane e nel vino che diventano davvero corpo e sangue di Cristo. Un avvicinamento lento, quello all’altare, quotidiano, gustato, ricevuto in dono e poi offerto. “L’accolitato dice il servizio al corpo di Cristo, sull’altare, ma anche a quel corpo di Cristo che è la sua Chiesa, che sono i poveri, gli abbandonati, gli ammalati: è il servizio a Lazzaro, anche questo fondamentale – ha detto il Vescovo -: è invitarlo a mensa, è portargli l’Eucaristia a casa, mettendolo in comunione con i fratelli e le sorelle, è prendersi cura delle sue ferite, ricordandone il nome e presentandolo al Signore nelle preghiere, spezzando se stessi nel tempo donato per l’ascolto, nella presenza, nella cura, nella consolazione. Ringraziare, oggi, il Signore, significa incoraggiarvi in questo cammino”, ha aggiunto il Vescovo, sottolineando che Claudio e Francesco sono per noi un segno per cercare, a nostra volta, “l’unico necessario, che è Dio, che in Gesù Cristo si dona completamente a noi”. E uno stimolo a guardare a quella mensa, e non ad altre, come al “fine di tutta la storia dell’umanità, trovando anche noi il modo per invitare, accogliere, fasciare le ferite dei Lazzaro che troviamo per strada. Forse non riusciremo ad accogliere tutti, ma proveremo a non escludere nessuno. E, allora, il mondo sarà come il Signore lo ha preparato per i suoi santi, salvezza senza fine, gioia eterna”.
La festa è poi continuata nel chiostro del Seminario.
