
L’Azione Cattolica vicentina ha ripreso quota a cinque anni dalla pandemia, che aveva visto crollare il numero di soci da settemila a duemila nell’arco di pochissimo tempo. Oggi quel calo è stato recuperato: da circa tre anni l’AC ha ritrovato uno “zoccolo duro” di circa seimila fedelissimi che anche quest’anno, l’8 dicembre, hanno celebrato la tradizionale Festa dell’Adesione. Le 83 AC parrocchiali sparse nel territorio della Diocesi (e che per la maggior parte sono da considerare non di singole parrocchie, ma di unità pastorali, ndr) durante la solennità dell’Immacolata hanno ribadito il loro impegno a vivere da laici associati la loro vocazione cristiana, mettendo al centro la formazione e la vita di gruppo, con una proposta rivolta a tutte le età.
«Rimpiangere gli anni in cui in Diocesi l’AC contava ventimila soci non ha più senso – riflette il presidente diocesano Dino Caliaro –. Oggi è una grazia avere seimila persone che si tesserano all’AC, oltre ai tanti simpatizzanti che frequentano le nostre attività senza associarsi. Questo è il tempo in cui il Signore ci ha voluti, un tempo che ha le sue fatiche ma nel quale non vengono meno l’amore e la passione per il Vangelo, anzi».
Non poteva esserci uno slogan più adatto, dunque, di “Signore, è bello per noi essere qui”, tratto dal Vangelo della Trasfigurazione (Mt 17, 1-9) e scelto per accompagnare il cammino associativo 2025-2026: un versetto stampato sulle tessere dei soci di AC, benedette in occasione dell’8 dicembre. Per ragazzi e bambini dell’Acr, invece, il tema dell’anno è “C’è spazio per te”, «uno slogan che si completa con quello del Vangelo di Matteo e che ci ricorda che l’AC è anche missionaria, aperta a tutti, tanto più in questo tempo», conclude Caliaro.
Andrea Frison
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