COLDIRETTI VENEZIA SCRIVE A TUTTI I SINDACI DELLA PROVINCIA DI VENEZIA PER CHIEDERE L’APPROVAZIONE DI UNA DELIBERA CONTRO GLI INGANNI SULL’ORIGINE.
Serve una modifica urgente al codice doganale europeo
8 Gennaio 2026 – Coldiretti Venezia stamane ha inviato a tutti i sindaci della provincia una proposta di delibera per chiedere la modifica della disciplina sull’origine doganale dei prodotti agricoli e alimentari, con l’obiettivo di rafforzare la tutela del Made in Italy e garantire trasparenza ai consumatori.
Da sempre Coldiretti è in prima linea nella battaglia contro l’inganno sull’origine dei prodotti, una pratica che danneggia gravemente gli agricoltori, l’intero sistema agroalimentare e i cittadini.
Un impegno che ha portato, negli ultimi 25 anni, a risultati fondamentali come l’introduzione dell’etichettatura obbligatoria dell’origine per numerose filiere, grazie ad una costante azione di mobilitazione a livello locale, nazionale ed europeo.
“La difesa dell’origine dei prodotti non è una battaglia di categoria, ma una questione di trasparenza e di giustizia – dice Tiziana Favaretto presidente di Coldiretti Venezia sostenendo una campagna che è già partita a fine Dicembre con la richiesta di Coldiretti Veneto che ha inviato a tutti i capigruppo della nuova legislatura regionale la stessa richiesta – I consumatori hanno il diritto di sapere cosa mettono in tavola e gli agricoltori il diritto di non subire concorrenza sleale”.
Nel mirino di Coldiretti c’è in particolare la vigente disciplina doganale contenuta nel regolamento (UE) n. 952/2013, che stabilisce l’origine di un prodotto in base al Paese dell’ultima lavorazione o trasformazione sostanziale (cosiddetta origine non preferenziale). Un criterio che, applicato ai prodotti agroalimentari genera effetti distorsivi ed ambiguità.
“Questa norma consente di attribuire un’origine “Made in Italy” a prodotti che in realtà provengono dall’estero e arrivano nel nostro Paese solo per un’ultima fase di trasformazione – spiega Giovanni Pasquali direttore di Coldiretti Venezia –. Un esempio emblematico è quello del concentrato di pomodoro importato che viene lavorato in Italia al solo scopo di ottenere un’etichetta italiana pur partendo da materie prime di provenienza e qualità ben diverse”.
La battaglia contro l’inganno sull’origine rappresenta, per Coldiretti, il cuore della difesa del Made in Italy.
Un impegno che ha portato anche a contrastare i traffici di cibo nei porti e a raccogliere oltre un milione di firme a sostegno di una normativa più equa.
“Avere al nostro fianco i comuni, è strategico per dare ulteriore forza politica alla nostra richiesta di modifica della normativa europea – sottolinea la presidente –. Per questo chiediamo il sostegno dei comuni affinché si facciano promotori di un’azione politica forte nelle sedi competenti ”.
Coldiretti chiede in particolare di escludere i prodotti agricoli e alimentari dall’ambito di applicazione del codice doganale, prevedendo come unico criterio per l’individuazione dell’origine del cibo l’indicazione del luogo di provenienza delle materie prime.
“L’obiettivo è chiaro: garantire trasparenza, corretta informazione ai consumatori e una reale tutela del nostro patrimonio agroalimentare – conclude Favaretto.
