
Nel pomeriggio del 10 gennaio, su disposizione della Sala Operativa, un equipaggio della Squadra Volante della Questura di Vicenza, si recava in via Dell’Opificio, su segnalazione di un uomo che aveva geo-localizzato tramite air-tag il proprio motoveicolo oggetto di furto perpetrato nel Comune di Milano.
Giunti sul posto, gli Agenti constatavano la presenza di un cancello carraio apparentemente chiuso da tempo, oltre il quale si intravedeva un ampio complesso di capannoni adibiti a diverse attività commerciali. Durante la perlustrazione dell’area veniva individuato un accesso carraio aperto, con ingresso da via Ponti di Debba. Giunti sul retro del complesso, gli Agenti notavano tre soggetti che, alla vista del veicolo di servizio, tentavano di nascondersi entrando all’interno di un capannone. I predetti, successivamente identificati rispettivamente in un 52enne nato in Burkina Faso, un 25enne marocchino e un 43enne senegalese, venivano immediatamente raggiunti e fermati in prossimità dell’uscita. All’interno dell’immobile, gli Operatori riscontravano la presenza di un’enormità di oggetti di vario genere tra cui, lungo il corridoio, un motoveicolo di colore azzurro con dettagli gialli e il porta targa parzialmente divelto. Gli immediati accertamenti in Banca Dati SDI permettevano di appurare come detto veicolo risultasse provento di furto regolarmente denunciato in data 29.12.2025 presso la Stazione CC Milano Porta Genova.
Considerata, poi, la presenza, nel medesimo capannone, di numerosi motoveicoli parzialmente imballati con cellophane blu, privi di targa ed occultati sotto un telo di colore azzurro, si decideva di procedere a perquisizione locale.
Sul posto giungeva in ausilio un’ulteriore volante, assieme a personale dei Vigili del Fuoco, che illuminavano lo stabile privo di corrente elettrica nonché personale della locale squadra mobile. L’attività consentiva di accertare che tutti i veicoli imballati ed occultati precedentemente notati, ossia in totale 13 motoveicoli, risultavano provento furto.
In merito al possesso di detti motoveicoli gli interessati non fornivano alcuna spiegazione, non sapendo specificarne la provenienza.
Alla luce di quanto sopra, considerato che i nominati avevano nella propria disponibilità 13 motoveicoli oggetto di furto – del valore stimato di 130 mila Euro; tenuto conto dell’atteggiamento posto in essere dagli stessi, evidentemente consci dell’attività illecita che stavano perpetrando, i medesimi venivano indagati, in stato di libertà, in ordine all’ipotesi di reato di ricettazione in concorso.
Inoltre, il 43enne senegalese risultava gravato da precedenti specifici di Polizia, e già sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di dimora nel Comune di Padova con contestuale obbligo di presentazione quotidiano alla P.G., per fatti analoghi di ricettazione di motoveicoli. In merito alla violazione della succitata misura cautelare lo stesso non forniva alcuna giustificazione.
Tutti i motoveicoli rinvenuti venivano sottoposti al vincolo del sequestro penale, trasportati e depositati presso i locali idonei della Questura a disposizione della competente A.G..
All’interno del capannone adibito a magazzino, successivamente sottoposto a sequestro penale da personale Squadra Mobile, vi erano numerosi altri oggetti tra cui vestiario, pneumatici, svariati pezzi di veicoli, motoveicoli radiati o in pessimo stato di conservazione, materassi, sedie e oggetti di ogni tipo.
Si rappresenta che la misura è stata adottata di iniziativa da parte dell’Ufficio procedente e che per il principio della presunzione di innocenza, la colpevolezza della persona sottoposta ad indagine in relazione alla vicenda sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna o forme analoghe”.
