
LO SCORSO 2 DICEMBRE AVEVA CAUSATO NUMEROSI SINISTRI STRADALI, ED ERA STATO FERMATO DA UN POLIZIOTTO LIBERO DAL SERVIZIO. IL 50ENNE, UNA VOLTA ESEGUITA LA CARCERAZIONE, È STATO TRADOTTO PRESSO LA CASA CIRCONDARIALE DI PADOVA.
Nell’ambito dei dispositivi di prevenzione, vigilanza e controllo del territorio svolti dalle pattuglie della Questura di Padova, nella serata di venerdì 23 gennaio, personale dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico – Sezione Volanti ha tratto in arresto, in esecuzione di un’Ordinanza di Custodia Cautelare in Carcere, un 50enne italiano, in zona Sacra Famiglia.
Il provvedimento, disposto dal Tribunale di Padova – Sezione penale nella stessa giornata di venerdì 23 gennaio, va ad aggravare la precedente Misura Cautelare cui lo stesso era stato sottoposto agli inizi del mese di dicembre 2025, in considerazione delle reiterate violazioni delle prescrizioni e del concreto pericolo di reiterazione di reati.
Il 2 dicembre scorso il 50enne era stato tratto in arresto da personale delle Volanti della Questura, in quanto resosi protagonista di un grave episodio di circolazione stradale pericolosa che aveva messo seriamente a rischio l’incolumità di utenti della strada e cittadini e di resistenza a pubblico ufficiale.
In particolare, alle ore 19.00 del 2 dicembre, un appartenente alla Polizia di Stato, libero dal servizio, mentre percorreva via Cernaia a bordo della propria autovettura, giunto in corrispondenza dell’intersezione tra via Cernaia, via Milazzo, via Sorio e via Euganea, notava sopraggiungere da via Milazzo un’autovettura Honda di colore grigio che procedeva a velocità elevata e comunque non commisurata alle caratteristiche della strada e alle condizioni del traffico.
Il veicolo, incurante delle regole di circolazione stradale, impegnava l’intersezione già occupata da altri mezzi, causando un sinistro che coinvolgeva un motociclista, il quale cadeva a terra a seguito dell’impatto.
Alcuni presenti si fermavano immediatamente per prestare soccorso al ferito ed il polizotto richiedeva ausilio sulla linea di emergenza 113.
Il conducente dell’autovettura responsabile dell’incidente, anziché fermarsi e prestare assistenza, tentava la fuga, allontanandosi rapidamente dal luogo dei fatti.
Considerata la gravità dell’accaduto e la presenza di persone intente a prestare soccorso al motociclista, il poliziotto decideva di inseguire il veicolo, senza mai perderlo di vista, fornendo alla Sala Operativa della Questura dettagli su targa, dinamica e direzione di fuga.
L’autovettura percorreva alcune vie della città fino a giungere l’intersezione con via Bergamo dove il conducente tentava di occultare il mezzo dietro veicoli in sosta, nel chiaro tentativo di sottrarsi al controllo di polizia.
A quel punto il poliziotto scendeva dal proprio veicolo, si qualificava come appartenente alla Polizia di Stato e gli intimava l’alt.
Il soggetto, tuttavia, effettuava una improvvisa e pericolosa retromarcia, mettendo a rischio l’incolumità dell’operatore che, nel tentativo di fermarlo, riusciva ad afferrarlo dal braccio attraverso il finestrino aperto, ma senza riuscire a bloccarlo.
Il conducente, infatti, riprendeva la fuga, costringendo l’operatore a proseguire l’inseguimento lungo via Bergamo in direzione via Castelfidardo dove il soggetto perdeva il controllo del mezzo andando a collidere con un’autovettura regolarmente parcheggiata sulla pubblica via.
Al termine dell’inseguimento, abbandonava il veicolo provando a scappare a piedi, ma questa volta veniva raggiunto e definitivamente bloccato dal poliziotto, nonostante avesse opposto attiva resistenza, dando luogo a una colluttazione nel corso della quale entrambi cadevano a terra.
Sul posto interveniva una Volante della Polizia di Stato che aiutava l’agente, vista la persistente resistenza opposta dal fermato, a metterlo in sicurezza a bordo dell’autovettura di servizio.
Venivano contestualmente attivati i soccorsi sanitari per il motociclista coinvolto nel primo incidente il quale veniva successivamente trasportato presso il locale pronto Soccorso, nonché effettuati i rilievi dei numerosi sinistri causati durante la fuga.
Veniva richiesto anche l’intervento dei Vigili del Fuoco in quanto il veicolo in uso al soggetto, alimentato a GPL, presentava una fuoriuscita di liquidi dal vano motore, rendendo necessarie le operazioni di messa in sicurezza.
L’uomo, accompagnato in Questura, veniva identificato per un 50enne cittadino italiano con precedenti penali e di polizia a carico per reati in materia di sostanze stupefacenti e reati contro il patrimonio e arrestato per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.
Al termine dell’udienza di convalida dell’arresto il 50enne era stato sottoposto alla Misura degli arresti domiciliari.
Venerdì 23 gennaio, viste le reiterate violazioni della predetta Misura, la sopravvenuta inidoneità del domicilio, nonché il pericolo di reiterazione dei reati, l’Autorità Giudiziaria disponeva l’aggravamento della misura che nella serata veniva eseguito da personale delle Volanti.
Al termine delle attività, il 50enne veniva pertanto condotto presso la Casa Circondariale “Due Palazzi” di Padova.
