
A SEGUITO DELLA PERQUISIZIONE DOMICILIARE E’ SCATTATO L’ARRESTO IN FLAGRANZA DEL GIOVANE, IN QUANTO TROVATO IN POSSESSO DI MIGLIAIA DI FILE PEDOPORNOGRAFICI, CONTENUTI SU ALCUNI DISPOSITIVI ELETTRONICI, MOLTI DEI QUALI AUTOPRODOTTI, IN CUI LO STESSO SI RITRAEVA DURANTE IL COMPIMENTO DI ATTI SESSUALI CON BAMBINI, CHE VENIVANO A LUI AFFIDATI IN RAGIONE DEL SUO SALTUARIO LAVORO DI BABYSITTER.
La Procura della Repubblica di Venezia, a seguito di un’articolata attività investigativa effettuata dalla Squadra Mobile di Padova su una presunta violenza sessuale ai danni di un minore e per detenzione di materiale pedopornografico, ha emesso un decreto di perquisizione personale e domiciliare, a cui hanno dato esecuzione gli agenti della Squadra Mobile nella giornata del 12 gennaio scorso.
In particolare, a seguito di una segnalazione relativa a presunti abusi sessuali subiti da un minore nei mesi scorsi a Padova, gli investigatori della Squadra Mobile hanno avviato un’accurata attività d’indagine che nei giorni scorsi ha permesso di individuare un 27enne padovano quale possibile autore degli episodi segnalati.
Su delega della Procura della Repubblica pressi il Tribunale di Venezia, i poliziotti hanno eseguito nelle prime ore di lunedì 12 gennaio una perquisizione a casa del giovane, sequestrando due telefoni cellulari e due personal computer in suo possesso su cui le prime analisi hanno permesso di rinvenire migliaia di foto e video a contenuto pedopornografico.
Parte dei file analizzati sono stati presumibilmente scaricati dalla rete internet nei mesi scorsi, ma diverse centinaia di foto e video sono apparsi autoprodotti dall’indagato, con gli stessi dispositivi sequestrati, e nella maggior parte di questi proprio il giovane viene ripreso mentre compie atti sessuali espliciti con bambini anche di 5/6 anni.
Il materiale risalirebbe non solo ai giorni immediatamente precedenti la perquisizione, ma anche ad alcuni anni precedenti.
Per quanto accertato il giovane è stato arrestato per detenzione di materiale pedopornografico e condotto in carcere, in attesa del giudizio di convalida e dell’emissione di un’eventuale misura cautelare.
Le indagini della Polizia di Stato si contreranno nelle prossime settimane sull’ulteriore analisi dei dispositivi sequestrati e sull’identificazione delle numerose vittime che l’arrestato avrebbe avvicinato a seguito della sua attività occasionale di babysitter che svolgeva con annunci su internet e sui giornali fin dal 2019.
Si rappresenta che il procedimento penale è in fase di indagini preliminari: la responsabilità penale dell’arrestato potrà essere acclarata soltanto a seguito di sentenza di condanna definitiva.
