QUESTURA DI PADOVA: LA POLIZIA DI STATO IN DUE SETTIMANE EFFETTUA 12 PROVVEDIMENTI DI ALLONTANAMENTO DAL TERRITORIO NAZIONALE DI CITTADINI STRANIERI SU DISPOSIZIONE DEL QUESTORE MARCO ODORISIO

SUSSISTENDO MOTIVI DI PERICOLOSITA’ SOCIALE PER I REATI, A VARIO TITOLO, DI RAPINA, FURTO, SPACCIO DI STUPEFACENTI, VIOLENZA SESSUALE, STALKING, LESIONI, RESISTENZA: 5 CITTADINI STRANIERI RIMPATRIATI NEI PAESI DI ORIGINE ( 2 MOLDAVI, 1 ALBANESE, 1 TUNISINO, 1 CINESE); 4 COLLOCATI NEI CPR DI BARI, GRADISCA E TORINO (2 TUNISINI, 1 NIGERIANO ED 1 INDIANO) E 3 CON PARTENZA VOLONTARIA (2 CINESI E 1 MAROCCHINO).

Nell’ambito della costante attività di prevenzione, vigilanza e controllo del territorio predisposte dal Questore della provincia di Padova, Marco Odorisio, i poliziotti della Questura dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico – Squadra Volanti, del Commissariato Stanga con i Poliziotti di Quartiere, della Squadra Mobile e dell’Ufficio Immigrazione,  hanno conseguito rilevanti risultati nel rintraccio e nell’espulsione con conseguente allontanamento dal territorio nazionale di cittadini stranieri  irregolari, alcuni dei quali a vario titolo gravati da precedenti per reati contro la persona, il patrimonio e socialmente pericolosi.

Infatti nel corso delle ultime due settimane del mese di gennaio sono stati adottati dal Questore ed istruiti dall’Ufficio Immigrazione, 12 provvedimenti di espulsione ed allontanamento dal territorio nazionale di cittadini stranieri per motivi di pericolosità sociale e violenze, resisi protagonisti, a vario titolo, di rapina, furto, spaccio di stupefacenti, violenza sessuale,  stalking, lesioni, resistenza: 5 cittadini stranieri rimpatriati  a mezzo voli aerei nei paesi d’origine, con scorta dei poliziotti  ( 2 moldavi, 1 albanese, 1 tunisino, 1 cinese); 4  cittadini stranieri sono stati collocati e trattenuti presso i Centri di Permanenza per il rimpatrio di Bari, Gradisca e Torino (2 tunisini, 1 nigeriano ed 1 indiano) in virtù della disponibilità di posti assegnati dalla Direzione Centrale per l’Immigrazione e la Polizia delle Frontiere del Ministero dell’Interno – Dipartimento della Pubblica Sicurezza, e 3 con partenza volontaria (2 cinesi e 1 marocchino).

Alcuni gli interventi più significativi, come quello nella giornata di lunedì 19 gennaio, quando l’Ufficio Immigrazione ha emesso un provvedimento di espulsione con accompagnamento in frontiera nei confronti di un cittadino albanese 55enne per motivi di pericolosità sociale.

Nei confronti del cittadino albanese, l’Ufficio Immigrazione ha adottato un provvedimento di revoca del permesso di soggiorno a seguito dei numerosi provvedimenti di condanna di cui lo stesso era destinatario e dei precedenti di polizia di cui si è reso responsabile nel corso della sua permanenza sul territorio nazionale.

In particolare, a seguito degli accertamenti amministrativi compiuti dal personale dell’Ufficio immigrazione, a carico dello stesso sono emerse nr. 4 sentenze di condanne per reati contro la persona e reati contro il patrimonio: in particolare, una sentenza di condanna per il reato di resistenza a pubblico ufficiale lesioni personali a 3 mesi e 18 giorni, una sentenza di furto in concorso di 4 mesi, una sentenza di condanna per detenzione e cessione illecita di sostanze stupefacenti e resistenza a pubblico ufficiale di 2 anni e 4 mesi e una sentenza per furto tentato di 3 mesi.

Inoltre, nel mese di luglio 2025, lo stesso veniva altresì deferito all’Autorità giudiziaria per il reato di cui all’art. 612 bis a seguito di condotte vessatorie e minacciose tenute nei confronti della propria ex compagna e della figlia, che hanno messo a repentaglio la loro incolumità personale.

Le valutazioni adottate dall’Ufficio Immigrazione relative alla revoca del permesso di soggiorno hanno trovato positivo riscontro anche in sede di giudizio amministrativo dinanzi Tar Veneto in quanto il ricorso presentato dal cittadino albanese contro la revoca del titolo di soggiorno è stato respinto dai giudici amministrativi che hanno ritenuto corretto il giudizio di pericolosità sociale adottato dal Questore di Padova, fondato sia su condanne penali definitive sia su comportamenti sintomatici di un’inclinazione alla devianza o violazione delle regole della civile convivenza.

In data 19 gennaio, al termine di un periodo di detenzione domiciliare di 4 mesi, la posizione sul territorio nazionale del cittadino albanese è stata valutata dall’Ufficio Immigrazione che ha eseguito nei suoi confronti un provvedimento di espulsione per pericolosità sociale con accompagnamento in frontiera.

Il personale dell’Ufficio Immigrazione, a seguito della convalida da parte del Giudice di Pace del provvedimento emesso dal Questore, ha quindi provveduto all’accompagnamento in frontiera del cittadino straniero presso l’aeroporto di Treviso per il definitivo rimpatrio con volo diretto a Tirana e alla consegna alle Autorità albanesi.

E ancora, in data 20 gennaio personale dell’Ufficio Immigrazione ha adottato nei confronti di un cittadino di origini tunisine, di 24 anni, un provvedimento di trattenimento presso il C.P.R. di Bari per motivi di pericolosità. In particolare lo stesso nel corso del tardo pomeriggio del 19 gennaio, a seguito di specifico servizio volto al contrasto del fenomeno di spaccio di sostanze stupefacenti, veniva prontamente bloccato in Via Belzoni da personale della Squadra Mobile della Questura di Padova dopo che lo stesso aveva ceduto alcune dosi di sostanze stupefacente del tipo hashish ad un cittadino italiano. A seguito di tale episodio, trovato altresì in possesso di ulteriori dosi di sostanza stupefacente per un totale di gr. 6 di hashish, veniva deferito alla Procura della Repubblica di Padova per il reato previsto dall’art. 73 del D.P.R. 309/90.

Da ulteriori accertamenti, è emerso come lo stesso, sempre in via Belzoni, in data 4 ottobre 2025 veniva deferito alla Procura della Repubblica per il reato di resistenza a pubblico ufficiale in quanto, per evitare il controllo di polizia si dava alla fuga ingoiando alcuni involucri presumibilmente di sostanza stupefacente e, una volta bloccato, cercava di colpire gli operatori intervenuti con calci e pugni al fine di evitare il controllo. A carico dello stesso risultano altresì precedenti di polizia sempre in materia di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti ed immigrazione clandestina.

Al 24enne di origini tunisine, richiedente protezione internazionale, veniva notificato il decreto di rigetto della protezione internazionale adottato dalla Commissione territoriale competente e, valutata la pericolosità sociale a seguito dei precedenti di polizia commessi, veniva adottato nei suoi confronti da parte del Questore di Padova un provvedimento di trattenimento al C.P.R. di Bari, dove veniva accompagnato già nel pomeriggio del 20 gennaio da personale della Questura, in virtù della disponibilità di posti assegnati dalla Direzione Centrale per l’Immigrazione e la Polizia delle Frontiere del Ministero dell’Interno – Dipartimento della Pubblica Sicurezza

In data 9 gennaio, personale dell’Ufficio Immigrazione ha adottato altro provvedimento di espulsione con accompagnamento in frontiera di un cittadino moldavo di 25 anni per motivi di pericolosità sociale.

Da accertamenti amministrativi esperiti da personale dell’Ufficio Immigrazione, è emersa la sua posizione di irregolarità sul territorio nazionale in quanto privo di un titolo di soggiorno e già inottemperante ad un provvedimento di espulsione con ordine a lasciare il territorio nazionale entro 7 giorni.A carico dello stesso sono emersi numerosi precedenti di polizia per reati contro la persona e il patrimonio quali truffa, rapina e reati in materia di sostanze stupefacenti. E’ altresì emersa a suo carico una condanna per rapina di 1 anno e 6 mesi di reclusione adottata dal Tribunale di Padova a seguito di un episodio occorso in data 22 marzo 2025 presso un pubblico esercizio in via della Croce Rossa dove aggrediva un ragazzo portandogli via una sigaretta elettronica, venendo subito dopo rintracciato e bloccato da una pattuglia dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico prontamente intervenuto sul posto.

In particolare lo stesso è stato deferito alla Procura della Repubblica nel mese di novembre 2024 e da ultimo nel mese di gennaio 2026 per il reato di maltrattamenti e violenza sessuale commessi ai danni della propria compagna a seguito di condotte vessatorie e violente commesse nel corso della relazione, segnalando come in alcuni episodi il cittadino moldavo la costringeva ad avere rapporti sessuali. Da ultimo, proprio in data 8 gennaio 2026, nel corso della mattina del 8 gennaio personale dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico interveniva in via Santa Sofia a seguito di una lite tra una coppia: immediatamente i poliziotti intervenuti trovavano una donna che presentava una lieve escoriazione al sopracciglio scaturita da un’aggressione commessa dal proprio compagno, il cittadino moldavo 25enne, attraverso il lancio di un accendino.

A seguito di tale ultimo episodio, il 25 enne moldavo veniva segnalato alla Procura della Repubblica per il reato di maltrattamenti.

Valutata pertanto la situazione di pericolosità sociale evidenziata dai numerosi precedenti di polizia e dalla sentenza di condanna a carico dello stesso, con particolare riferimento ai precedenti penali in materia di maltrattamenti e violenza sessuale commessi ai danni della ex compagna, personale dell’Ufficio Immigrazione adottava un nuovo provvedimento di espulsione con accompagnamento immediato in frontiera.

Pertanto, a seguito della convalida da parte del Giudice di Pace del provvedimento emesso dal Questore, personale dell’Ufficio Immigrazione ha quindi provveduto all’accompagnamento in frontiera del cittadino straniero presso l’aeroporto di Milano Malpensa per il definitivo rimpatrio con volo diretto a Chisinau e alla consegna alle Autorità moldave.

(Questura di Padova)