Tenta di rubare in chiesa: la Polizia di Stato di Vicenza denuncia un 26enne

Alle ore 09:30 circa del 20.01.2026, su disposizione della sala operativa, un equipaggio della Squadra Volanti della Questura di Vicenza interveniva presso una parrocchia sita in corso Fogazzaro. Nello specifico, la sala operativa forniva la descrizione di un soggetto che avrebbe messo in pratica un furto all’interno della predetta chiesa.

Giunti celermente sul posto, gli Operanti riscontravano la presenza di un soggetto corrispondente alla descrizione di fronte alla parrocchia.

 Lo stesso, successivamente identificato in un italiano, classe ’99, residente a Vicenza, confermava di essere appena uscito dall’edificio sacro ed estraeva spontaneamente dalla tasca destra del giubbotto un borsello di pelle contenente diversi mazzi di chiavi.

Gli Agenti prendevano, quindi, contatti con il richiedente, che riferiva loro di essersi recato all’interno della chiesa, quella mattina, poiché incaricato dal parroco di eseguire dei lavori di manutenzione. All’interno della stessa notava, al di sotto dell’altare, un soggetto intento a rovistare, che, appena scoperto, tentava di fuggire.

Il richiedente, peraltro, riconosceva senza alcun dubbio il soggetto sorpreso a frugare al di sotto dell’altare nell’uomo sopra citato, sottoposto a controllo dagli Operanti. Per quanto concerne il borsello in pelle e le chiavi rinvenute nella disponibilità del medesimo, il segnalante riferiva che tali oggetti erano custoditi all’interno di un cassetto di una scrivania nell’androne della parrocchia, ove vengono abitualmente riposti oggetti smarriti dai fedeli, rinvenuti in diverse occasioni e conservati in attesa che qualcuno ne rivendichi l’effettiva proprietà.

Veniva, quindi, contattato telefonicamente il Parroco che riferiva di voler formalizzare denuncia.

Alla luce di quanto sopra, il soggetto controllato veniva accompagnato presso questi Uffici per una compiuta identificazione mediante rilievi foto-dattiloscopici esperiti dal locale G.P.P.S. e per redazione degli atti a suo carico.

Lo stesso, in considerazione del suo atteggiamento nonché delle circostanze di tempo e di luogo in cui veniva trovato, veniva deferito in stato di libertà alla competente A.G. al reato di tentato furto all’interno di un luogo di culto.

Il borsello in pelle e le chiavi rinvenute nella disponibilità del predetto venivano, infine, trattate con separato verbale e custodite in luogo idoneo all’interno di questi Uffici, in attesa di essere restituite.

 

* “Si rappresenta che, per il principio della presunzione di innocenza, la colpevolezza della persona sottoposta ad indagini in relazione alla vicenda sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna o forme analoghe”.

 

(Questura di Vicenza)