
Prosegue il progetto di valorizzazione del Bosco delle associazioni, ovvero l’area di proprietà comunale di circa due ettari adiacente al Parco Retrone e accessibile da via Caregaro Negrin. Dopo la messa a dimora, nel novembre 2024, di 1200 piante, tra alberi e arbusti, si è svolto oggi l’intervento di manutenzione ordinaria volto alla sostituzione delle fallanze. L’operazione ha riguardato circa 100 esemplari, pari a un tasso di moria dell’otto per cento, come accade fisiologicamente in piantumazioni estese di questo tipo.
Sul posto erano presenti l’assessore al verde pubblico Cristiano Spiller, Diego Pellizzaro di Beleafing srl, la società realizzatrice dell’intervento complessivo di messa a dimora e responsabile della sostituzione delle fallanze, che ha coinvolto Roberto Longo e i volontari dell’associazione Alberi Felici Aps nell’opera di rimpiazzo delle piante. Sponsor dell’iniziativa è AFV Beltrame Group, mentre le essenze sono state fornite da Veneto Agricoltura.
«Il bosco o parco delle associazioni è stato piantumato poco più di un anno fa con 1200 esemplari, uno per ogni associazione della Provincia di Vicenza, con l’obiettivo di creare una nuova area “boscata” in una zona urbana – spiega l’assessore al verde pubblico Cristiano Spiller -. Nelle piantumazioni estese come questa è fisiologica una percentuale del dieci per cento di moria nel corso del primo anno di vita. In questo caso gli alberi da sostituire sono un centinaio, pari a circa l’otto per cento delle essenze, che oggi sono stati rimessi a dimora dai volontari di Alberi felici, coordinati da Beleafing. Ringrazio quindi Beleafing, Alberi felici e AFV Beltrame Group che ci stanno davvero aiutando nel valorizzare questa area a ridosso del Parco Retrone nell’ottica di una fondamentale collaborazione tra pubblico e privato».
Il Bosco delle associazioni nasce con un triplice obiettivo: favorire la vita degli insetti impollinatori, riproporre l’antico paesaggio rurale storico fatto da un delicato agro-ecosistema e rendere l’area fruibile alla cittadinanza senza compromettere la biodiversità.
Per favorire la vita degli insetti, sono state quindi selezionate specie arbustive a medio e ad alto fusto utili agli impollinatori. Nel dettaglio, in 10 metri si ha l’alternanza, con interdistanza di un metro, di un albero ad alto fusto, quattro arbusti, un albero di media grandezza e altri quattro arbusti.
Per riproporre l’antico paesaggio rurale veneto, l’area è stata suddivisa, tramite siepi campestri e filari alberati, in appezzamenti dalla dimensione variabile di 20-30 metri di larghezza, proprio come avveniva un tempo.
Infine, per rendere l’area fruibile ma “amica delle api” è stato deciso di separare la superficie destinata a prato fiorito, dove erba e fiori vengono lasciati crescere per essere utilizzati dalle api, da quella “fruita”, ovvero calpestabile e accessibile ai cittadini e per questo caratterizzata da sfalci più frequenti. In entrambe le aree sono stati seminati fiori autoctoni per favorirne lo sviluppo.
