Colta con le mani tra collane e orecchini: La Polizia di Stato denuncia una donna alla Fiera “Abilmente” di Vicenza

Nel corso della mattinata del 19 febbraio, alle ore 12.25 circa, su disposizione della locale Sala Operativa, personale della Squadra Volante della Questura di Vicenza interveniva presso la Fiera di Vicenza, ove era in corso l’evento fieristico denominato “Abilmente”, a seguito della segnalazione di personale ivi impiegato, che aveva fermato una donna sorpresa ad esportare merce da diversi stand espositivi.

Giunti sul posto, gli Agenti prendevano contatti con il personale di Polizia impiegato all’interno della Fiera e con gli addetti alla vigilanza, i quali si trovavano in compagnia della donna fermata poco prima.

Contestualmente, venivano acquisite le prime informazioni circa la dinamica dei fatti.

La donna, identificata in un’italiana, classe ’76, veniva trovata in possesso di numerosi articoli asportati dai padiglioni fieristici. In particolare, nella disponibilità della stessa venivano rinvenuti diversi componenti per la realizzazione di orecchini e collane, orecchini e zirconie, due ciondoli, un maglione in cashmere, sei rotoli di tessuto, due collane e un kit di confezionamento, 24 collane in acciaio, una bustina di minuteria, 13 rotoli di filo per collane e un cordino color argento.

La donna non appariva in grado di esibire ricevute di acquisto né di giustificare il possesso della merce. Venivano, quindi, contattati i titolari degli stand interessati, i quali riconoscevano la merce di rispettiva proprietà, per un valore complessivo di circa euro 500,00. La refurtiva, risultata integra e rivendibile, veniva restituita ai legittimi proprietari.

L’addetto alla sicurezza, escusso a sommarie informazioni, riferiva che, alle ore 11.20 circa, mentre si trovava all’interno di un padiglione, veniva avvisato da personale addetto alla vigilanza circa la presenza di una donna sospettata di asportare merce. Riusciva quindi a rintracciarla e a seguirne i movimenti, rilevando come la stessa occultasse numerosi articoli all’interno di una borsa in suo possesso. Notava, altresì che, la medesima, giungeva in prossimità dell’uscita pertanto la fermava. In tale frangente, su richiesta, la donna mostrava il contenuto della borsa e ammetteva di aver esportato la merce senza pagarla.

Alla luce di quanto sopra, la predetta veniva accompagnata presso gli uffici della Questura.

Al termine degli atti, nei confronti della donna veniva notificato il provvedimento del divieto di ritorno nel comune di Vicenza per la durata di anni due.

Le parti offese si riservavano di presentare formale querela.

* “Si rappresenta che, per il principio della presunzione di innocenza, la colpevolezza della persona sottoposta ad indagini in relazione alla vicenda sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna o forme analoghe”.

(Questura di Vicenza)