
Filiera bieticolo saccarifera a rischio estinzione, Coldiretti annuncia la mobilitazione
“Come Coldiretti esprimiamo fortissima preoccupazione per la tenuta della nostra filiera bieticolo-saccarifera. Ad oggi pare che siano 3.700 gli ettari che in Veneto saranno dedicati in questa annata agraria 2026 alla coltura, troppo pochi per coprire i costi dello stabilimento di Pontelongo” queste le parole di Carlo Salvan, presidente di Coldiretti Veneto, che dalla Fieragricola ha lanciato un allarme all’indomani delle prime indiscrezioni sui dati della campagna 2026.
Le ragioni della disaffezione degli agricoltori verso questa coltura che rappresenta ancora un asset strategico per tante regioni italiane sono molteplici, ma principalmente le sempre maggiori difficoltà a difenderla dai patogeni per via della costante riduzione del numero di principi attivi efficaci, messi al bando dall’Unione Europea senza pensare a delle alternative più sostenibili per l’ambiente, ma altrettanto valide nella lotta fitosanitaria ed il cambiamento climatico che mette a dura prova le semine e i raccolti. “Ciò che ci preoccupa di più ora è che se non riusciremo a incentivare gli agricoltori a credere ed investire ancora in questa coltura, non solo perderemo una filiera produttiva di cui abbiamo disperatamente bisogno, visto che siamo importatori netti di zucchero e ne consumiamo quantità elevatissime, ma che sarà a rischio almeno per questa campagna la piena attività dello stabilimento di Pontelongo che, al di là della storia centenaria, oggi è un vero e proprio presidio sul territorio” prosegue Salvan.
Lo stabilimento di Pontelongo dà lavoro ad intere comunità, con ben 2.000 agricoltori conferenti per una produzione lorda generata di 17 milioni e circa 100 dipendenti fissi e altri 100 stagionali.
“La filiera dello zucchero che nel padovano ha il suo fulcro e la sua storicità e coinvolge migliaia di aziende agricole. – ricorda Roberto Lorin, presidente di Coldiretti Padova – Il settore bieticolo saccarifero si trova a fare i conti con la concorrenza dello zucchero extra europeo e l’aumento dei costi energetici. Intanto, grazie alla nostra azione in Europa, abbiamo ottenuto un risultato importante per il sostegno alla bieticoltura che passa da 700 euro a 1.050 euro all’ettaro. Siamo costantemente sul pezzo per i nostri imprenditori, non possiamo permetterci né di perdere una coltura, né di mettere in difficoltà intere famiglie. Il problema ora rischia concretamente di trasformarsi da locale e prettamente “agricolo” a nazionale e sociale, con la messa a rischio di troppi posti di lavoro”.
“Come Coldiretti ora chiediamo alla Regione Veneto che ha già dimostrato vicinanza al settore, durante la visita fatta allo stabilimento di Pontelongo poche settimane fa, di dare concretezza a questo sostegno. Dobbiamo trovare il modo di recuperare con urgenza risorse economiche per integrare l’aiuto accoppiato ad ettaro che grazie al recupero dei soldi della PAC potremo garantire per altri due anni ai nostri agricoltori – prosegue Salvan – “Dopo questo primo passo dovremo però pensare tutti insieme, a livello regionale e nazionale, ad una strategia di medio periodo che metta i nostri agricoltori nelle condizioni di coltivare le bietole senza timori e con reali garanzie”.
Coldiretti Veneto da tempo evidenzia come sia necessario muoversi su più fronti, partendo dall’attivazione di contratti di filiera pluriennali che vedano come attori, non solo gli agricoltori e gli zuccherifici, ma anche l’industria agroalimentare con sede in Italia che utilizza lo zucchero come materia prima per tutte le sue preparazioni e non valorizza il 100% italiano come valore aggiunto da cavalcare rispetto alle importazioni selvagge di zucchero dagli altri Paesi in cui viene prodotto con metodi dagli standard molto differenti da quelli nazionali, fino ad arrivare ad un coordinamento operativo reale tra le Regioni in cui è presente la filiera bieticolo-saccarifera perché si facciano parte attiva nel chiedere al Governo un tavolo nazionale che coinvolga tutti gli attori del settore al fine di sostenere la filiera con azioni come un regime fiscale agevolato per gli stabilimenti produttivi nazionali per compensare le ingenti spese energetiche.
“Noi vogliamo e dobbiamo salvare questa filiera e per farlo non ci risparmieremo, mobilitandoci a tutti i livelli istituzionali se questo si dovesse rendere necessario per tutelare i nostri agricoltori, il loro lavoro e quello di tanti operatori che gravitano attorno a questo settore” chiude Salvan.
I dati 2025 di Veneto Agricoltura evidenziano per il settore bieticolo un forte calo delle superfici investite (-39%) scese a 4.730 ettari, con una conseguente riduzione della produzione complessiva del 27,1%, pari a 262,9 mila tonnellate.
“Questi numeri dimostrano che gli agricoltori trovano sempre maggiori difficoltà nella coltivazione della bietola – ha concluso Bond -. Il rischio concreto è l’abbandono della coltura, che vogliamo assolutamente scongiurare. Per questo la Regione farà la sua parte e sosterrà il settore con le risorse che il bilancio ci consente di mettere immediatamente a disposizione. Difendere la bieticoltura significa difendere lavoro, imprese agricole e una filiera strategica che non possiamo permetterci di perdere”.
