
Il 10.2.2026, alle ore 19:50 circa, personale del Settore U.C.T. del Commissariato di P.S. di Bassano del Grappa, transitando in via Chilesotti, durante un servizio di controllo del territorio, notava un soggetto di sesso maschile uscire dai servizi igienici ubicati all’interno della Stazione Ferroviaria. Alla vista degli Operatori, l’uomo assumeva un atteggiamento sospetto, circostanza che induceva il personale operante a procedere all’identificazione dello stesso.
Dagli accertamenti in banca dati SDI emergeva che il soggetto, un cittadino rumeno di 31 anni, risultava destinatario di un provvedimento di divieto di ritorno nel comune di Bassano del Grappa per anni 3.
Richiesto di fornire spiegazioni in merito alla sua presenza sul territorio comunale, l’uomo non era in grado di giustificare la violazione del provvedimento e iniziava a manifestare un evidente e ingiustificato stato di nervosismo.
Insospettiti dai suoi comportamenti, gli Agenti chiedevano allo stesso se detenesse sostanze stupefacenti o oggetti illeciti e, a seguito della richiesta, l’uomo consegnava spontaneamente un involucro in cellophane contenente circa 0,6 grammi di sostanza stupefacente di tipo cocaina.
A quel punto l’uomo diventava sempre più ostile nei confronti degli Operanti, dapprima verbalmente, quindi fisicamente.
Con non poche difficoltà, pertanto, gli Agenti riuscivano a contenere e mettere in sicurezza l’uomo e procedevano al suo accompagnamento presso gli Uffici del Commissariato.
Durante siffatta operazione ad entrambi gli Operatori venivano procurate lesioni guaribili in 3 gg. come da referto emesso dal locale Pronto Soccorso.
Alla luce di quanto sopra, l’uomo, regolare sul T.N., veniva indagato in stato di libertà per i reati di violenza o minaccia a p.u., resistenza a p.u., lesioni personali a p.u. e violazione del foglio di via.
Lo stesso, gravato da segnalazioni per reati contro il patrimonio, resistenza a P.U. e stupefacenti, veniva altresì segnalato amm.te alla Prefettura di Treviso per la violazione di cui all’art. 75 del D.P.R. 309/90.
Si rappresenta che la misura è stata adottata di iniziativa da parte dell’Ufficio procedente e che per il principio della presunzione di innocenza, la colpevolezza della persona sottoposta ad indagine in relazione alla vicenda sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna o forme analoghe”.
