LA POLIZIA DI STATO DI VENEZIA RICORDA IL QUESTORE GIOVANNI PALATUCCI

Nel mese di febbraio, la Polizia di Stato ricorda Giovanni Palatucci, ex Questore di Fiume, nominato “Giusta tra le Nazioni”, insignito della Medaglia d’Oro al Merito Civile dalla Repubblica Italiana e del titolo di “Servo di Dio”, attribuitogli dalla Chiesa cattolica, per aver salvato dal genocidio centinaia di ebrei.

Proprio per tale motivazione venne arrestato nel settembre del 1944 ed in seguito imprigionato nel campo di concentramento di Dachau, dove morì di stenti il 10 febbraio 1945, all’età di 36 anni.

Nella mattinata di oggi, mercoledì 11 febbraio, alla presenza del Signor Prefetto e del Questore di Venezia, del Presidente dell’Istituto Veneziano per la Storia della Resistenza e della Società Contemporanea e delle massime Autorità locali oltre che del Presidente della Comunità Ebraica della città, presso il “Giardino della Memoria” di Villa Heriot nell’isola della Giudecca di Venezia, si è tenuta una cerimonia di commemorazione con la piantumazione di una pianta di ulivo e lo scoprimento della targa in memoria di Giovanni Palatucci, a cui è seguito un breve momento raccoglimento.

Inoltre, con il proposito di rinnovare il ricordo di un valoroso servitore dello Stato e con il fine di coinvolgere anche le nuove generazioni a mantenere viva la memoria di coloro che hanno agito in modo eroico e con coraggio con il solo intento di salvare vite umane a rischio della propria e senza alcun interesse personale, alla cerimonia hanno preso parte anche gli alunni della classe 2^ dell’Istituto Comprensivo “Dante Alighieri” – plesso “Scuola Primaria Statale A. Palladio” e gli studenti della classe 5A^ del medesimo Istituto – plesso “Scuola Primaria Statale Duca d’Aosta” di Venezia i quali hanno realizzato e appeso, al termine della cerimonia, alcuni disegni e piccoli pensieri di pace ai rami della pianta di ulivo, sulle suggestive parole della poesia “Promemoria” di Gianni Rodari, letta da tre bambini della classe 5^A.

Nel salutare e ringraziare tutti i presenti, il Presidente dell’Istituto Veneziano per la Storia della Resistenza e della Società Contemporanea, Giulia Albanese, ha illustrato ai presenti l’ambito dell’attività dell’Istituto il cui scopo è di promuovere, anche attraverso lo sviluppo del proprio patrimonio documentario, la ricerca storica, l’attività didattica, l’approfondimento culturale sulla storia contemporanea e la memoria della società veneziana e veneta. Proprio con la finalità di mantenere viva la memoria di tutte le vittime innocenti, è stato creato nell’area verde di Villa Heriot il “Giardino della Memoria”, dedicato alle donne venete deportate nei campi di concentramento e sterminio nazisti e alle donne vittime di terrorismo, come la veneziana Valeria Solesin.

Il Presidente della Comunità Ebraica, Dario Calimani, si è rivolto ai bambini delle scolaresche presenti e, partendo da una citazione di una frase contenuta in un testo ebraico “Chi salva una vita, salva il mondo intero“, ha voluto rivolgere un grato pensiero a Giovanni Palatucci e a tutti coloro che hanno avuto il coraggio e l’umanità di disobbedire alle leggi ingiuste per salvare la vita a molte persone ebree, nella consapevolezza di mettere a repentaglio la propria, ricordando loro che è importante e necessario imparare a rispettare l’altro e la diversità per poter prevenire forme di bullismo o discriminazione.

A conclusione della cerimonia il Questore di Venezia, Antonio Sbordone, ha esortato a seguire l’esempio di Giovanni Palatucci nel porre sempre a fondamento delle proprie azioni il primario valore della vita umana, della libertà e dell’integrità dell’uomo, tutelandone la dignità anche a costo della propria vita. Ha, inoltre, ricordato ai presenti l’importanza di continuare ad onorare la memoria di coloro che sono morti sacrificando la vita per preservare i valori della legalità, per consentire alle generazioni presenti e future di non commettere i medesimi errori.

(Questura di Venezia)