È davvero spiacevole verificare che la conoscenza della Chiesa è limitata a schemi che non le appartengono e neppure la contraddistinguono. Sarebbe davvero interessante che quanti sono pronti a sollevare gli scudi della polemica e alimentare un clima ostile prima si informassero e valutassero la realtà dei fatti, mettendo insieme tutti i pezzi e non solo i frammenti che interessano.
Fermo restando che la Diocesi di Padova – in caso di tematiche delicate, sensibili, complesse – indirizza le parrocchie ad optare per occasioni in cui ci sia sempre il confronto fra le diverse posizioni, il vescovo non è il controllore di ogni singola iniziativa.
Viviamo un tempo difficile e complesso che sta alzando il livello di aggressività e violenza anche verbale e dispiace verificare, nonostante gli sforzi profusi a diversi livelli e in diverse realtà, che si sta perdendo qualsiasi riferimento a un dialogo pacifico e conciliante.
La pace si costruisce con la testimonianza e con il dialogo.
E quindi la Diocesi con il suo vescovo testimonia e dialoga con il linguaggio della pace:
– In tre parrocchie di Padova, tramite l’associazione “Padova abbraccia i bambini”, sono ospitati 13 minori e quattro adulti provenienti da Gaza che hanno necessità di cure per le mutilazioni seguite alla guerra. E alcuni ragazzi/e sono stati inseriti nelle classi dell’Istituto Barbarigo e dell’istituto delle suore Dimesse per permettere loro il proseguimento del percorso scolastico.
– La Diocesi è presente nel coordinamento “Uniti per la pace Padova” che dal 2022 organizza iniziative, marce, sit-in di pace sia per la guerra in Ucraina, sia per la situazione a Gaza.
– Ogni anno in gennaio la Diocesi marcia per la pace e negli ultimi anni sono state a tema le gravi situazioni delle guerre che coinvolgono l’Ucraina e la Striscia di Gaza.
– Il 23 novembre 2022 la lampada di pace ha iniziato il suo viaggio durato mesi per la Diocesi sotto lo slogan “Custodi di pace”.
– Il 23 novembre 2023 una Veglia in Cattedrale “Testimoni di pace” ricordava: quanto preoccupasse «il conflitto nella striscia di Gaza», «l’attenzione all’Ucraina» e si invitava a pregare «per tutte le vittime e i morti di queste guerre e delle altre 57 guerre in corso in questo momento nel mondo; dalla Nigeria allo Yemen, dal Mali alla Colombia, dal Sudan al Pakistan…».
– A fine febbraio 2025 è stata accolta la delegazione di Kairos Palestina con cui si è vissuta anche la Veglia “Operatori di pace” nella chiesa di Santa Teresa di Gesù Bambino a Padova.
– Il 29 maggio 2025 la basilica di Santa Giustina si è riempita di fedeli per pregare insieme il “Rosario per Gaza” (cui è seguita nel mese di ottobre la staffetta quotidiana “Granelli di pace”) in cui sono risuonate le accorate parole del patriarca emerito di Gerusalemme Michel Sabbah pronunciate il 5 ottobre 2024: «È tempo di mettere la parola fine, non solo alla guerra iniziata il 7 ottobre 2023, ma a quella iniziata nel 1948. È tempo di arrivare ad un trattato di pace giusta e definitiva. È tempo che cessino le ostilità. È tempo che la comunità internazionale aiuti Israele e il popolo palestinese a trovare la sicurezza nelle vie della giustizia e della pace. Signore, fa che ci siano governanti saggi, che scelgano le vie della sapienza e della vita, non più quelle del sangue e della morte».
– I consacrati e le consacrate della Diocesi promuovono da mesi il percorso “Invochiamo la pace, dono del Risorto” con la recita mensile del rosario nel territorio della parrocchia di Terranegra, lungo il Cammino dei Giusti e all’interno dell’Internato Ignoto.
– C’è un ufficio delegato al dialogo interreligioso e all’ecumenismo che mantiene costantemente i rapporti con le altre presenze religiose del territorio e c’è dialogo con la comunità ebraica di Padova.
Senza dimenticare le numerose iniziative per la pace promosse dalle parrocchie settimanalmente.
Non è una lista delle cose buone è l’invito a usare il metro della pace prima di qualsiasi giudizio o valutazione frettolosa.
Padova, 23 febbraio 2026
