Dalla pelle alle maschere, dal legno alla carta stampata, dai colori della pittura ai segni della litografia. Sono i gesti, i materiali e i saperi dell’artigianato veneziano a inaugurare “Botteghe artigiane in mostra”.
È stato presentato questa mattina a Ca’ Farsetti il progetto di valorizzazione dei mestieri artigiani veneziani promosso da CNA Venezia Area Metropolitana in collaborazione con il Comune di Venezia, avviato in forma di sperimentazione in occasione del Carnevale di Venezia 2026, “Olympus – alle origini del gioco”.
L’obiettivo è quello di riportare i mestieri tradizionali nello spazio pubblico della città, rendendo visibili e accessibili saperi e tecniche che rappresentano una parte essenziale dell’identità cittadina.
La sperimentazione, attivata durante il periodo del Carnevale, intende inoltre porre le basi per una possibile prosecuzione del progetto in altri momenti dell’anno, secondo modalità e tempi condivisi con le istituzioni.
Il progetto si articola in 7 attività distribuite in 7 campi e campielli della città, che si animano grazie alla presenza diretta degli artigiani, e si sviluppa nell’arco di 30 giornate complessive (dalle ore 10 alle 13 e dalle 15 alle 18) dedicate a dimostrazioni dal vivo, workshop partecipativi e momenti di divulgazione artigiana. La partecipazione è gratuita e per essere convolti nelle attività non serve la prenotazione ma batsa presentarsi nei negozi negli orari comunicati.
Un percorso diffuso che coinvolge cittadini e visitatori, favorendo il dialogo diretto tra chi custodisce i mestieri tradizionali e il pubblico. La sperimentazione valorizza alcuni dei principali mestieri artigiani veneziani, tra cui cuoio, legno, litografia, maschere e pittura, offrendo al pubblico l’occasione di osservare dal vivo le fasi di lavorazione, conoscere materiali e tecniche e comprendere il valore culturale ed economico dell’artigianato locale.
“Questa iniziativa rappresenta un passo importante per Venezia e per il suo tessuto produttivo – ha dichiarato l’assessore alle Attività Produttive, Sebastiano Costalonga – e si inserisce nel lavoro che l’Amministrazione comunale sta portando avanti per la tutela dell’artigianato artistico veneziano e per la valorizzazione delle eccellenze del centro storico con i riconsocimenti del marchio IGP (Indicazione Geografica Protetta) per valorizzare e salvaguardare la storia lavoratica di Venezia, contrastando al tempo stesso la paccottiglia e la banalizzazione dell’offerta commerciale. Il progetto offre una concreta opportunità per riportare le botteghe nello spazio pubblico e favorire l’incontro diretto tra artigiani, cittadini e visitatori. In questo percorso, l’attuazione dell’Articolo 12 bis dei Criteri regolamentari per l’arredo urbano e l’occupazione del suolo pubblico nella città antica approvati con deliberazione di Giunta del dicembre 2024, che ho fortemente voluto, rappresenta uno strumento fondamentale e trova nel Carnevale “Olympus – alle origini del gioco” un primo banco di prova”.
“E’ un’importante opportunità – ha aggiunto Giampaolo Toso, direttore di CNA Venezia – attraverso la quale gli artigiani possono tornare a mostrarsi anche al di fuori delle botteghe. Da tempo esisteva l’esigenza di poter utilizzare lo spazio pubblico, esigenza che si è finalmente concretizzata grazie alla modifica approvata dall’Amministrazione Comunale. La sperimentazione avviata durante il Carnevale rappresenta un primo passo che gli artigiani auspicano possa proseguire in altri periodi dell’anno”.
Alla sperimentazione partecipano diverse realtà artigiane veneziane che, nel corso del Carnevale, daranno vita a dimostrazioni e attività aperte al pubblico.
Schola San Zaccaria (dal 7 all’ 8 e dal 12 al 17 febbraio) propone un’esposizione di dipinti ispirati alla commedia dell’arte, accompagnata da approfondimenti sulle tecniche pittoriche e incisorie.
La Corte dei Miracoli di Scintu Annamaria (dal 7 febbraio al 7 marzo) accompagna i visitatori alla scoperta della maschera veneziana, raccontandone storia, materiali e lavorazioni tradizionali attraverso attività dimostrative e divulgative.
Signor Blum (nei giorni 7 e 8, 12, 14, 15 e 17 febbraio) e Ca’ Macana Atelier (dal 7 febbraio al 6 marzo) coinvolgono direttamente il pubblico nella realizzazione di oggetti artistici concepiti come puzzle, trasformando la dimostrazione artigiana in un’esperienza creativa e partecipativa.
Franca’s Girl’s (nei giorni 5 e 12 febbraio) e Mater Domini di Franceschini Michela (dal 6 all’8 e dal 12 al 17 febbraio) propongono dimostrazioni pratiche dedicate all’arte e alla decorazione della maschera veneziana, con un’attenzione particolare alle tecniche decorative e alla trasmissione del sapere artigiano.
Ellemme Grafiche (nei giorni 12, 14 e 17 febbraio), infine, apre una finestra sull’arte della litografia veneziana, illustrandone tecniche, materiali e valore storico-culturale.
“Come Vela spa, braccio operativo del Comune di Venezia – ha dichiarato Piero Rosa Salva, amministratore unico di Vela Spa – sosteniamo con convinzione iniziative come questa, che mettono in relazione il Carnevale con il tessuto sociale ed economico della città. Il Carnevale di Venezia non è solo un grande evento spettacolare e culturale, ma un’occasione concreta per valorizzare competenze, professionalità e tradizioni che vivono tutto l’anno sul territorio. Integrare il mondo dell’artigianato all’interno del Carnevale significa rafforzare il legame tra festa, città e comunità, contribuendo a una visione di sviluppo sostenibile e condiviso”.
