E’ atteso anche chi non ha potuto partecipare gli incontri tenutisi a Treviso 20 febbraio e a San Gaetano di Montebelluna il 25 febbraio
VERSO UN PROCESSO ” ASSEMBLEARE”
Quest’anno, il Centro missionario dedicherà un lungo tempo di riflessione, di verifica, di ripensamento dell’animazione missionaria in un processo “assembleare” che, per chi è disponibile, potrebbe coinvolgerci un po’ tutti. Nei nostri incontri, parleremo di “missione”, di come viverla, di come aiutarci a coltivare la vocazione missionaria di ogni battezzato e delle nostre comunità cristiane. Laddove saremo invitati, approfitteremo per condividere intuizioni, aprire riflessioni, lasciarci provocare da interrogativi, “sogni”, nuove prospettive.
Don Franco Marton: tra feconda memoria e coraggiose prospettive
Ricorre, quest’anno, il decimo anniversario della morte di don Franco Marton, sacerdote da molti amato e stimato nella nostra chiesa diocesana. Il suo amore per la Chiesa, la passione e l’entusiasmo del Concilio Vaticano II, l’attenzione ai poveri, uno sguardo lungimirante e profetico sulla missione della Chiesa, hanno incoraggiato tanti preti, laici e religiosi a vivere e rispondere alla vocazione missionaria, anche ad gentes. Vorremmo non solo ricordarlo, ma anche riprendere e approfondire alcune sue intuizioni missionarie. Riprendere qualche aspetto delle intuizioni di don Franco potrebbe esserci utile; ricordiamo, come si diceva qualche anno fa, che “dalle feconde memorie” possono sorgere anche “coraggiose prospettive”.
La memoria di don Franco Marton, la celebreremo insieme il prossimo 24 aprile; per chi desidera, ci troveremo nella parrocchia di Lancenigo. Lì avremo anche modo di condividere
insieme, nel solco del cammino assembleare del Centro missionario, le nostre diverse esperienze, testimonianze e “coraggiose prospettive” di animazione missionaria. Tutti ci possiamo considerare invitati, a breve daremo informazioni più precise dell’evento.
In occasione dell’anniversario, vorremmo valorizzare e riprendere, anche in Terre & missioni, alcuni pensieri di don Franco Marton. In questo mese, in vista della giornata dei missionari martiri, riportiamo una sua riflessione tratta da “Missione e dialogo, marzo 1995”:
“Quante cose si possono fare per la missione? Certamente molte e diverse tra loro. Si può partire dall’offerta in denaro e arrivare fino all’offerta della propria vita. Avvicinare denaro e
martirio sembra quasi irriverente. Ma è lo stesso san Paolo ad accostare le due cose quando scrive nel celebre inno all’amore: «E se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio
corpo per essere bruciato, ma non avessi la carità, niente mi giova» (1Cor 13, 3). Se, invece, c’è quel filo rosso che Paolo chiama carità che attraversa sia il dare ai poveri i propri beni,
come il dare la propria vita nel martirio, allora possiamo dire che «giova molto». Del resto, anche nel Vangelo, il primo passo per seguire Gesù è «vendere ciò che si possiede e darlo ai poveri» (Mt 19,21) e l’ultimo grande passo è «dare la propria vita per lui e per il Vangelo». (Mc 8, 35). Ma la strada è una sola: quella dell’amore radicale… Forse possiamo capire qual è il modo giusto di aiutare economicamente la missione, anche guardando al martirio di tanti missionari e di intere chiese. È per amore radicale a Dio e ai fratelli, che
con la forza dello Spirito, esse arrivano a versare il proprio sangue. Ma questo amore, anima del loro martirio, è lo stesso che può e deve animare ogni nostra azione, per quanto semplice e modesta sia. Qualunque nostro gesto, anche quello dell’offrire denaro, può essere attraversato da questa spinta ad amare radicalmente Dio e fratelli. L’involucro è molto ordinario, a volte banale, ma il fuoco che racchiude è quello stesso del martirio.”
