Vicenza, Presidente Stefani alla celebrazione del cardinale Parolin, “Occasione per riflettere su valori da sempre dei veneti”

(AVN) – Venezia, 8 febbraio 2026

“La fiducia e la speranza, che oggi sono ricorse come un invito nella celebrazione alla basilica di Monte Berico per sottolineare il tema dell’anno giubilare solennemente inaugurato, sono messaggi universali che non si limitano alla fede dei credenti. Sono da sempre uno dei fondamenti della nostra identità. In un simile momento storico, di fronte a crisi e tensioni di portata epocale e di nuove sfide sociali nell’attenzione alla persona a cui è chiamata anche la nostra terra, questo Giubileo offre a tutti un’occasione per riflettere su valori e legami che da sempre danno sostanza alla comunità veneta”.

Questo il pensiero del presidente della Regione del Veneto, Alberto Stefani, che oggi a Vicenza ha partecipato alla solenne liturgia di apertura dell’”Anno Giubilare Mariano e della Rinascita” per i seicento anni delle apparizioni della Madonna a Monte Berico, presieduta dal cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato della Santa Sede.

“Una società può rimanere solida se guarda con coesione al futuro, trovando le giuste occasioni per coltivare e valorizzare le proprie radici – aggiunge il presidente Stefani -. Ringrazio il cardinale Parolin, il vescovo Brugnotto e la Diocesi, i Padri del Santuario, il Comune, la Provincia e tutta la comunità vicentina per questa occasione di incontro e di memoria. Una celebrazione che ho vissuto con particolare partecipazione anche per un legame personale con l’Immagine mariana ma con l’orgoglio di presidente della Regione. L’anno appena iniziato, infatti, assume grande importanza non solo per Vicenza e il suo territorio, ma per tutto il Veneto. Monte Berico è uno dei simboli principali della nostra regione, riferimento per devoti di tutto il mondo. Ogni anno è meta di circa un milione di pellegrini o visitatori, cifra destinata a crescere di molto nei prossimi mesi”.

“Il santuario nato dall’apparizione di sei secoli fa – conclude Stefani – è un concentrato della nostra storia e di beni artistici e culturali, un simbolo di quel Veneto, aperto al mondo, che ha saputo trarre ispirazione laica dai valori della cultura cristiana. Anche per questo la celebrazione di oggi ha segnato una tappa importante della vita veneta”.

(PRESIDENTE)

(Regione Veneto)