Aumento gasolio e speculazioni sui costi energetici, Coldiretti presenta un esposto in Procura e scrive al Governo

Aumento gasolio e speculazioni sui costi energetici, Coldiretti presenta un esposto in Procura e scrive al Governo

Coldiretti ha inviato una lettera al Governo per chiedere un incontro urgente alla luce della forte preoccupazione per l’improvvisa impennata del prezzo del gasolio e dei costi energetici determinata dalla drammatica situazione geopolitica internazionale. Una dinamica che sta colpendo direttamente il mondo agricolo e rischia di mettere in seria difficoltà le imprese del settore primario. Allo stesso tempo vanno fermate le speculazioni a danno di imprese e famiglie.

Per le aziende agricole la situazione è particolarmente delicata: consumi energetici e concimi rappresentano oggi in media il 25% dei consumi intermedi di un’azienda agricola, con il rischio che nuovi aumenti possano compromettere la sostenibilità economica delle produzioni.

“Anche nella nostra provincia la preoccupazione delle imprese agricole è molto forte perché l’aumento del gasolio e dei costi energetici arriva in un momento già difficile per molte filiere produttive – sottolinea Roberto Lorin, presidente di Coldiretti Padova –. I nostri agricoltori stanno preparando i campi per le semine primaverili, e i costi di concimazione sono aumentati in misura importante in pochi giorni a fronte di prezzi poco remunerativi,  mettendo a rischio la competitività delle produzioni agricole regionali. Lo stesso vale per i florovivaisti che vedono crescere da un giorno all’altro i costi del gas per riscaldare le serre. Per questo è fondamentale intervenire rapidamente per contenere gli effetti della speculazione e garantire condizioni sostenibili alle imprese che ogni giorno assicurano cibo e lavoro sui territori”.

Nella lettera, firmata dal presidente Ettore Prandini, Coldiretti sottolinea come l’aumento dei costi dell’energia e del gasolio agricolo stia già incidendo pesantemente sui costi di produzione delle aziende, aggravando una situazione resa ancora più complessa dalle tensioni internazionali e dall’incertezza sui mercati delle materie prime.

Coldiretti ricorda che le navi che attraversano lo Stretto di Hormuz trasportano circa un quinto delle riserve mondiali di petrolio, pari a circa 20 milioni di barili al giorno, rendendo questo passaggio uno dei principali punti critici per la sicurezza energetica globale. Dallo Stretto passano anche le importazioni italiane di petrolio e derivati provenienti dai Paesi del Golfo, che rappresentano quasi un quinto delle forniture complessive del nostro Paese.

Coldiretti inoltre ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Roma e alla Guardia di Finanza per chiedere di fare piena luce sulle possibili manovre speculative sul prezzo del gasolio agricolo, con la richiesta di accertare eventuali responsabilità e procedere nei confronti dei responsabili per il reato di manovre speculative su merci previsto dall’articolo 501-bis del codice penale.

L’iniziativa, firmata dal presidente Ettore Prandini e dal segretario generale Vincenzo Gesmundo, nasce a seguito del repentino aumento registrato negli ultimi giorni sul gasolio agricolo agevolato, passato nel giro di circa una settimana da circa 0,85 euro al litro fino a valori che in alcuni casi raggiungono 1,25 euro al litro, con un trend che nei prossimi giorni vedrà ulteriori aumenti.

 L’aumento del prezzo del petrolio e dei carburanti rischia quindi di avere effetti a cascata sull’intera filiera agroalimentare. Secondo un’analisi Coldiretti su dati Istat, cibo e bevande rappresentano il primo gruppo merceologico del trasporto su strada in Italia, pari al 14% delle tonnellate trasportate e al 18% del totale in tonnellate-chilometro, con l’88% dei prodotti alimentari che viaggia su gomma.

(Coldiretti Treviso)