
IL GIOVANE E’ STATO INDIVIDUATO DAGLI AGENTI DELLA SQUADRA MOBILE NEI PRESSI DELLA STAZIONE FERROVIARIA CHE, IN ATTEGGIAMENTO DI ATTESA, DOPO AVER RICEVUTO UNA TELEFONATA SUL CELLULARE, SI ALLONTANAVA PRECIPITOSAMENTE A BORDO DI UN TAXI. I POLIZIOTTI IN BORGHESE HANNO VISTO IL VENTUNENNE ENTRARE IN UN CONDOMINIO A MASERA’, PER POI USCIRNE VELOCEMENTE. DOPO UN BREVISSIMO INSEGUIMENTO E’ STATO BLOCCATO DAGLI AGENTI CHE HANNO TROVATO OCCULTATI ALL’INTERNO DELLO ZAINO OLTRE 6.500 EURO, PROVENTO DI QUANTO APPENA SOTTRATTO ALL’ANZIANA DONNA. ACCOMPAGNATO IN QUESTURA E’ STATO TRATTO IN ARRESTO PER ESTORSIONE E L’INTERA SOMMA DI 6.500 EURO IN CONTANTI E’ STATA RESTITUITA ALLA VITTIMA.
Continua l’azione di contrasto della Polizia di Stato al fenomeno di truffe ed estorsioni ad anziani, contattati telefonicamente da malfattori che tentano di estorcere loro denaro e gioielli con la scusa che un loro congiunto, generalmente un figlio, avrebbe provocato un incidente stradale con feriti gravi e che l’unico modo per evitare l’arresto o la reclusione sarebbe risarcire le vittime prima della denuncia.
Nella tarda mattinata di giovedì 5 marzo, i poliziotti della Squadra Mobile hanno individuato un giovane “sospetto” nei pressi della Stazione ferroviaria, che rimaneva per più di un’ora in atteggiamento di attesa con il telefono cellulare in mano. All’improvviso il giovane, ricevuta una chiamata, si allontanava velocemente dalla Stazione ferroviaria a bordo di un taxi che poi lo conduceva nel Comune di Maserà.
Il ragazzo, poi identificato in un 21enne di origine egiziana residente a Napoli e con un precedente per furto in abitazione nel mese ottobre 2025, veniva notato mentre entrava in un condominio da dove poi usciva dopo qualche istante allontanandosi velocemente.
Dopo un breve inseguimento veniva bloccato dagli agenti della Squadra Mobile che lo trovavano in possesso di una consistente somma di denaro, occultata all’interno dello zaino, poi accertati essere oltre 6.500 Euro in contanti. Nel frattempo altre due poliziotti si recavano presso l’abitazione dell’ottantenne, trovando la porta ancora aperta, poiché, come successivamente riscostruito dagli investigatori, all’anziana, contattata telefonicamente e “adescata” con la tecnica del finto incidente provocato dalla figlia, all’atto della consegna del denaro come “cauzione” per la liberazione della stessa, aveva cambiato idea, iniziando a fare delle domande.
A quel punto il giovane, prendeva la somma che l’anziana aveva poggiato sul tavolo della cucina e si dava alla fuga, venendo poi bloccato dagli agenti della Squadra Mobile all’uscita del condominio.
Il giovane, accompagnato in Questura, veniva tratto in arresto per estorsione e tradotto presso la Casa Circondariale “Due Palazzi” di Padova, a disposizione della Procura della Repubblica di Padova, e l’intera somma di 6.500 euro in contanti veniva restituita all’anziana vittima.
Prosegue pertanto l’attività della Squadra Mobile dopo la vasta operazione di circa tre mesi fa, tra Veneto e Campania, con lo smantellamento di una associazione per delinquere finalizzata alle estorsioni e alle truffe in danno di anziani, che su richiesta della Procura della Repubblica di Padova e disposti dal G.I.P. del Tribunale euganeo, ha eseguito 11 provvedimenti cautelari nei confronti di altrettanti soggetti facenti parte dell’associazione a delinquere avente come “capo promotore” un 32enne pluripregiudicato, appartenente ad un noto clan camorristico operante nel “Rione Forcella”, con precedenti per associazione a delinquere di stampo mafioso, reati contro il patrimonio, stupefacenti, tentato omicidio.
Il Questore della provincia di Padova, Marco Odorisio, ha sottolineato come “le persone anziane rappresentano la nostra memoria e la nostra identità e sta a noi proteggerle da questi odiosi reati commessi da persone vigliacche, che spesso fanno leva sui sentimenti, sugli affetti e talvolta sulla solitudine delle vittime, che quando scoprono di essere state raggirate, oltre al danno economico subiscono anche negative conseguenze emotive.
È bene fare sistema, fare squadra tutti insieme per una migliore azione di prevenzione attraverso una capillare attività informativa ed un altrettanto efficace azione di contrasto”.
