
Per Lara e suo marito Pietro rimanere seduti quando era il momento di mettersi in fila per ricevere la Comunione «era una sofferenza», racconta Lara. Tornare a riceverla, invece, ha significato «scoprire nuove motivazioni nel nostro essere cristiani e riappropriarci di un gesto che consideravamo scontato. Ora ci crediamo ancora di più».
Dopo il divorzio, esperienza vissuta da entrambi, Lara e Pietro si sono conosciuti nel 2020 e in seguito sposati civilmente. Dal matrimonio sono nate due bambine, ed è stato proprio partecipando alla Messa con le loro figlie che nella coppia è nato il desiderio di iniziare a riflettere sulla loro situazione. «Siamo entrambi credenti e sentivamo che ci mancava qualcosa – racconta Lara, che oggi risiede con la sua famiglia a Brendola –. Rimanere seduti sul banco era una sofferenza. Nessuno ci ha detto che dovevamo farlo, anzi. Qualcuno mi ha detto che se andavo a Messa in un’altra parrocchia nessuno mi conosceva e avrei potuto fare la Comunione. Io però ho fatto anche la catechista, sapevo che questa era la regola. Pensando alle nostre figlie sentivamo anche l’esigenza di essere un esempio».
Così, un po’ per caso, nel 2022 «mi è capitato di trovare su Facebook la pubblicità del percorso organizzato dalla Diocesi di Vicenza». A partire dagli anni ’90 la Diocesi di Vicenza ha cominciato ad avere un’attenzione pastorale rivolta alle persone divorziate e risposate, attenzione proseguita e rafforzatasi negli anni che ha ricevuto nuova linfa da Amoris laetitia, l’esortazione apostolica che ha aperto alla possibilità per le coppie “in seconda unione” di tornare, dopo un percorso di accompagnamento e discernimento, a celebrare i sacramenti della Riconciliazione e dell’Eucaristia. «È stato un bel percorso, abbiamo rivissuto e compreso il nostro passato e i nostri errori – continua Lara –. Soprattutto, abbiamo messo le basi per quello che volevamo costruire come futuro. Ed è stato bello tornare a riaccostarci alla Comunione». Un “via libera” ottenuto dal Vescovo, che ha incontrato la coppia alla fine del percorso.
«È stata un’esperienza molto bella – afferma Lara – ci siamo sentiti accolti da una comunità che subito ci sembrava giudicante. Ci siamo sentiti accolti dalla Chiesa».
Secondo Lara, «sarebbe importante che coppie in nuova unione fossero presenti nei percorsi per i fidanzati in preparazione al matrimonio. In quei momenti si ha il prosciutto sugli occhi, non si riesce a prendere in considerazione l’idea che potrebbero arrivare crisi pesanti e perfino il divorzio. E in quei casi o trovi il prete che ci tiene e ti sta vicino o si rimane abbandonati a se stessi. Per questo apprezzo molto che si faccia catechesi coinvolgendo le famiglie: per loro significa la possibilità di conoscere qualcuno che può darti sostegno nelle difficoltà».
Andrea Frison
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