Tutela del mare, presentato a Venezia il protocollo per cetacei e tartarughe. Venturini: “Rete più forte per proteggere la biodiversità dell’Adriatico”

(AVN) Venezia, 13 marzo 2026

 

Questa mattina, nella sede di Veritas a Venezia, il protocollo regionale per la gestione degli spiaggiamenti di cetacei e tartarughe marine e dei possibili nidi di Caretta caretta è stato condiviso con i Comuni della costa veneta e con le associazioni di categoria del settore turistico, con l’obiettivo di diffondere le corrette procedure di intervento e rafforzare la rete di collaborazione tra istituzioni, mondo scientifico e operatori del territorio.

Il progetto è stato sviluppato in stretta collaborazione con l’Università degli Studi di Padova, in particolare con il Dipartimento di Biomedicina Comparata e Alimentazione, con il contributo scientifico del professor Sandro Mazzariol e della professoressa Cinzia Centelleghe, tra i principali esperti nazionali sul tema degli spiaggiamenti di cetacei e tartarughe marine.

“Con questo protocollo – dichiara l’assessore regionale all’Ambiente, Clima e Parchi Elisa Venturini – rafforziamo la rete di intervento e di monitoraggio lungo le coste del Veneto, mettendo a sistema il lavoro di istituzioni, università, capitanerie di porto, enti locali e associazioni. L’obiettivo è garantire interventi rapidi e coordinati quando si verificano spiaggiamenti di cetacei o tartarughe marine, assicurando sia il soccorso degli animali vivi sia la raccolta di dati scientifici fondamentali per conoscere meglio il nostro mare”.

Il protocollo definisce infatti procedure operative precise. Quando gli animali vengono trovati vivi, viene attivata la rete di soccorso che consente di recuperarli, curarli e, quando possibile, reintrodurli nel loro habitat naturale. Nel caso di animali rinvenuti morti, invece, vengono effettuate analisi scientifiche approfondite che permettono di raccogliere informazioni preziose sullo stato di salute dell’ecosistema marino.

“Anche gli animali trovati morti – spiega il professor Sandro Mazzariol – rappresentano una fonte di informazioni estremamente importante. Attraverso le analisi e gli studi che vengono effettuati possiamo comprendere meglio le cause di morte, ricostruire aspetti della vita degli animali e ottenere indicazioni utili sullo stato di salute del mare Adriatico”.

“Le attività di monitoraggio e di analisi – aggiunge la professoressa Cinzia Centelleghe – permettono di raccogliere dati fondamentali sia sulle specie che popolano il nostro mare sia sulle condizioni ambientali delle acque. Queste informazioni sono essenziali per migliorare la conoscenza scientifica e per orientare le politiche di tutela della biodiversità marina”.

Negli ultimi anni le coste venete sono state interessate da diversi episodi che confermano l’importanza di un sistema di monitoraggio strutturato: dalla presenza sempre più frequente di delfini fino alla recente segnalazione di una foca monaca in laguna, eventi che testimoniano il valore naturalistico dell’Adriatico e la necessità di continuare a investire nella sua protezione.

Il protocollo regionale rappresenta quindi uno strumento concreto per coordinare istituzioni, università e operatori del territorio e, pur avendo una dimensione regionale, si inserisce nel più ampio quadro delle reti nazionali e degli accordi internazionali dedicati alla tutela dei mammiferi marini e delle tartarughe marine. 

>>> A questo link sono disponibili le video dichiarazioni dell’assessore Venturini e della professoressa Centelleghe, oltre a contributi video con immagini di tartarughe e delfini: https://drive.google.com/drive/folders/1365QJry1jbogekyncrn3i85EtvGxkRSb

 

 

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