
La vittima, insospettitasi dalla telefonata ricevuta, mentre preparava i gioielli da mostrare al finto maresciallo ha avvisato una vicina di casa. Le due amiche hanno atteso l’arrivo del truffatore sulla porta di casa e dopo averlo incalzato di domande lo hanno costretto a fuggire.
La Polizia di Stato ha denunciato un 16enne incensurato, partito questa mattina in treno da Napoli ed arrivato a Padova poco prima di mezzogiorno dove ha tentato di truffare una donna di 85 anni presso la sua abitazione in zona Montà.
Come già avvenuto in altre analoghe situazioni, la vittima prescelta ha ricevuto una telefonata da uno sconosciuto qualificatosi come “Maresciallo” che ha tentato di convincerla che il veicolo di sua proprietà era stato utilizzato per la commissione di una rapina in una gioielleria il 20 aprile scorso in provincia di Padova, intimando alla vittima di racimolare tutti i monili in suo possesso al fine di un successivo confronto ad opera di un collega anche lui appartenente alle forze dell’ordine, che di lì a poco sarebbe andato a casa sua.
La donna subito si è insospettita perché era sicura che nessuno avesse utilizzato la sua auto, ormai ferma in garage da tempo, e dopo aver iniziato a preparare i gioielli sul tavolo della cucina ha chiamato la sua vicina di casa, di una decina di anni più giovane, chiedendole di assisterla nel conteggio dei gioielli e di rimanere con lei fin quando il Maresciallo fosse arrivato.
Qualche minuto insieme parlando tra loro di quanto stava accadendo, mentre la vittima era sempre al telefono con il truffatore fingendo si essere caduta nel tranello, è bastato alle due amiche per rendersi conto che quanto stava accadendo era del tutto assurdo e convincersi che qualcuno stava cercando di raggirarle.
Così le due vicine di casa si sono fatte forza l’una con l’altra e quando è arrivato il finto Maresciallo che avrebbe dovuto periziare i gioielli lo hanno atteso sul pianerottolo davanti alla porta di casa dell’anziana, che ancora al telefono con il centralinista, lo stava rassicurando che il “collega” era arrivato prima di chiudere la telefonata.
Subito dopo le due donne hanno iniziato ad incalzare il truffatore con domande sempre più pressanti chiedendogli chi fosse, quale fosse il suo nome e di mostrargli un tesserino, con domande continue e sempre più pressanti fino a quando il giovane, vistosi scoperto, era costretto a fuggire in strada di corsa.
Proprio mentre usciva di corsa dal palazzo dell’anziana è stato notato da una pattuglia della Squadra Mobile di Padova che già da qualche ora lo aveva attenzionato in quanto aveva notato la sua presenza in città e ne stava seguendo i movimenti.
Subito fermato, i poliziotti hanno avuto modo di appurare quanto accaduto proprio qualche minuto prima e lo hanno accompagnato in Questura identificandolo per un 16enne originario di Napoli, incensurato.
Dopo l’identificazione e la ricostruzione dei fatti, il 16enne è stato denunciato per il tentativo di truffa aggravata e collocato in una comunità per minori in attesa di essere riaffidato ai familiari.
