
Liberare il vino dalle catene della burocrazia, dei dazi e delle narrazioni fuorvianti, valorizzando le imprese, sostenendo l’enoturismo e promuovendo il buon cibo italiano. Questo è il messaggio lanciato da Casa Coldiretti al Vinitaly 2026, con quattro giorni di iniziative, incontri e degustazioni dedicati a uno dei pilastri dell’export Made in Italy, che sarà protagonista insieme al cibo, anche al ristorante d’autore di Campagna Amica.
Una grande bottiglia di vino avvolta simbolicamente da catene che si spezzano campeggerà all’ingresso di Casa Coldiretti per mostrare la condizione del settore italiano che rischia sempre più di rimanere intrappolato tra ostacoli regolatori e barriere commerciali. Il simbolo delle sfide senza precedenti che il settore è oggi chiamato ad affrontare, dinanzi alle quali Coldiretti sta mettendo in campo una serie di iniziative per sostenere l’impegno delle aziende vinicole italiane per difendere un insostituibile patrimonio del Paese dal punto di vista economico, ambientale, sociale e paesaggistico: primo ambasciatore dell’Italia a tavola nel mondo.
“Anche quest’anno Coldiretti Padova coinvolgerà una significativa rappresentanza del settore vitivinicolo padovano – ricorda il presidente Roberto Lorin – e delle sue eccellenze, dai Colli Euganei alla pianura, con una particolare attenzione agli imprenditori impegnati non solo nella produzione ma anche nella promozione di vini di qualità che raccontano il nostro territorio.
In provincia di Padova nel 2025 gli ettari coltivati a vigneto sono 8.590 e le aziende produttrici oltre 3.400. A fare la parte del leone sono le uve bianche, presenti sul 77% della superficie, a partire dal Glera- Prosecco con oltre 3.944 ettari e dal Pinot Grigio su 1.150 ettari. Ma la nostra provincia, dai Colli Euganei alla pianura, è anche terra di grandi rossi di qualità e dalla lunga storia, molto apprezzati anche all’estero: il Merlot è presente su 930 ettari e il cabernet su 260. Più dell’80% del vino prodotto nella nostra provincia è a marchio Doc o Docg, il biologico si attesta sui 650 ettari mentre i vigneti coltivati secondo il sistema di qualità nazionale e produzione integrata (SQNPI) continuano ad aumentare e oggi superano i 2300 ettari. La vendemmia 2025 si era chiusa con 1 milione 163 mila quintali di uva raccolta, in aumento di circa il 6% rispetto all’anno precedente”.
Domenica, 12 alle ore 15 è in programma il convegno apertura istituzionale sul tema “Liberiamo il vino – Proteggere e promuovere un pilastro del Made in Italy” alla presenza, tra gli altri, di Ettore Prandini, Presidente Nazionale Coldiretti, Luigi Scordamaglia, Amministratore Delegato di Filiera Italia, Matteo Zoppas, Presidente Agenzia Ice, Alberto Stefani, Presidente Regione Veneto, Federico Bricolo, Presidente Veronafiere, Francesco Ferreri, Presidente della Consulta Vino, Riccardo Cotarella, Presidente Assoenologi, Dominga Cotarella, Presidente di Fondazione Campagna Amica e Terranostra.
Lunedì 13, alle ore 11.30, è in programma la visita a Casa Coldiretti del Commissario Europeo all’Agricoltura Cristophe Hansen, con il segretario generale di Coldiretti Vincenzo Gesmundo e il presidente Prandini. L’incontro sarà preceduto da un confronto organizzato da Coldiretti Giovani Impresa sul futuro del vino, con il delegato nazionale Enrico Parisi e una serie di esperti del settore.
Alle ore 15 si terrà il Convegno “Sangiovese tra tradizione e futuro: il ruolo delle Tea per una viticoltura più sostenibile”.
Martedì, 14 aprile alle ore 10 il convegno Grapes of Change “Donne, dati e futuro del vino: costruire un Osservatorio sulla parità di genere” promosso da Donne Coldiretti. Alle ore 11:45 la presentazione della birra agricola da filiera Siciliana.
Ma fino a mercoledì 15 non mancheranno momenti di degustazione, altri approfondimenti e incontri coi buyers (il programma completo su www.coldiretti.it).
