Coldiretti Veneto contro il body shaming: le “3B” tra biodiversità, benessere e bontà
ALL’M9 A MESTRE LA FIRMA DEL PROTOCOLLO PER CONTRASTARE IL FENOMENO
Con lo slogan “Un cuore che nutre il corpo, rispetta la terra e celebra ogni unicità”, Campagna Amica Coldiretti Veneto aderisce alla Giornata Nazionale contro il body shaming, in programma il prossimo 16 maggio, attraverso la distribuzione di una confezione di tre biscotti in tutti i mercati coperti del territorio regionale.
L’iniziativa nasce in collaborazione con l’On. Martina Semenzato, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio e su ogni forma di violenza di genere, già promotrice della legge che istituisce il giorno dedicato e sostenitrice del progetto #coltiviamoilrispetto insieme alle Donne di Coldiretti.
I produttori agricoli saranno ambasciatori delle “3B – Biodiversità, Benessere e Bontà”, con l’obiettivo di promuovere una cultura del rispetto e sensibilizzare cittadini e consumatori contro il body shaming, una forma di bullismo che negli ultimi anni ha avuto un forte impatto sociale, con conseguenze sia fisiche che psicologiche a partire dai disturbi alimentari.
L’attività sarà ufficializzata con la firma di un protocollo, domani giovedì 14 maggio all’M9 a Mestre durante il convegno “La vergogna è negli occhi di chi offende” che prevede la presenza di numerosi rappresentanti delle istituzioni: la Ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia Eugenia Roccella, l’On. Paola Frassinetti sottosegretario del Ministero dell’Istruzione, il presidente della Regione del Veneto Alberto Stefani, il presidente Anci Veneto Mario Conte, il presidente Aninsei Confindustria Enrico Pizzoli oltre al presidente regionale Carlo Salvan e al direttore Marina Montedoro di Coldiretti Veneto.
L’accordo riconosce l’impegno della rete dei mercati di Campagna Amica di Coldiretti la più grande associazione nazionale ed europea del mondo agricolo che ha tra i suoi obiettivi diffondere l’educazione alimentare nelle scuole e tra i consumatori, promuovere strumenti per una spesa consapevole, sostenere il Made in Italy e i prodotti tipici del territorio. Una forza sociale che svolge un importante ruolo a supporto delle fasce più fragili della popolazione, promuovendo tra i cittadini il buon cibo e la corretta alimentazione per una vita più sana ed equilibrata.
“Coldiretti ha siglato un patto con la società che mette la produzione di cibo buono e sano al centro del progetto di sviluppo economico – spiega Carlo Salvan presidente regionale – un sodalizio con il consumatore che guarda in particolar modo alle salute delle nuove generazioni. L’obesità infantile, i disturbi alimentari e le altre fragilità legate al rapporto con il cibo rappresentano oggi sfide complesse della sanità pubblica, che non possono essere affrontate alimentando stereotipi o giudizi sull’aspetto fisico delle persone. Proprio il body shaming, infatti, contribuisce spesso ad aumentare disagio psicologico, insicurezza e comportamenti alimentari scorretti, soprattutto tra i più giovani. Per questo il cibo, inteso come nutrimento buono, sano e consapevole, deve diventare uno strumento di educazione, benessere e inclusione, mai di colpevolizzazione. Le evidenze scientifiche più recenti mostrano come il problema debba essere interpretato in una prospettiva più ampia e ci spingono a interrogarci sulle cause e sulle strategie concrete in grado di arginare queste preoccupanti derive. Alimentazione scorretta, consumo abituale di prodotti ultra formulati, eccessiva assunzione di bevande iper zuccherate ed energy drink, sedentarietà, scarso movimento quotidiano e, più in generale, stili di vita non salutari rappresentano determinanti cruciali nello sviluppo precoce di squilibri metabolici e comportamentali nei più piccoli”.
“La natura non produce copie perfette e, proprio per questo, in agricoltura la biodiversità rappresenta una ricchezza – continua Salvan – .Tra i banchi dei produttori agricoli siamo abituati a vedere ortaggi, frutta e alimenti diversi tra loro: prodotti che, per forma, calibro e varietà, non sempre rientrano nei canoni standardizzati della grande distribuzione organizzata, ma che per bontà, salubrità e autenticità trovano pieno valore nella spesa a kmzero. Sarà quindi l’occasione per proporre ai clienti un percorso esperienziale che permetta loro di scoprire queste particolarità del patrimonio agroalimentare e di lasciare un messaggio semplice ma importante contro ogni forma di giudizio basato esclusivamente sull’apparenza”.
