Donna dei Fiori: il progetto coinvolge 1.300 giovani sul tema della pace

Circa 1.300 giovani, oltre 50 classi e 8 istituti scolastici del territorio trevigiano coinvolti grazie al progetto “Donna dei Fiori” sul tema della pace.

Sono i numeri che raccontano i primi cinque anni del progetto, promosso dal Centro di Servizio per il volontariato Belluno Treviso, che attraversa scuole, storie e coscienze, portando con sé un messaggio tanto semplice quanto potente: la pace si costruisce, ogni giorno, a partire dai gesti più piccoli.

Nato nell’anno scolastico 2021/2022 e rivolto principalmente agli alunni delle classi quarte e quinte della scuola primaria e delle classi prime della scuola secondaria di primo grado della provincia di Treviso, il progetto prende avvio da un’immagine reale, trasformata poi in racconto. L’autrice Laura Simeoni si è ispirata a una fotografia scattata da Majdi Mohamed – che ritrae un’anziana donna a Ramallah, in Palestina, mentre raccoglie residui di guerra – per scrivere il testo del libro “Donna dei Fiori”, poi illustrato da Piero Sandano ed edito da Edizioni Aurelia. Un’opera che unisce parole e immagini in un dialogo intenso, arricchita dalla presenza di più lingue – italiano, arabo e inglese – a sottolineare la vocazione interculturale dell’iniziativa.

La Donna dei Fiori è un’anziana che trasforma strumenti di distruzione – mine esplose e ormai vuote – in simboli di vita, riempiendole di terra e fiori. Nel libro incontrerà un soldato con cui instaurerà un dialogo simbolico che apre a riflessioni profonde sul conflitto, sulle scelte individuali e sulla possibilità concreta di costruire la pace.

Su questo libro si basa il progetto del Csv, realizzato grazie al suo Laboratorio Scuola Volontariato in collaborazione con l’Ufficio scolastico territoriale e con il supporto di alcune associazioni di volontariato; il volume è stato distribuito gratuitamente agli studenti e studentesse coinvolti, diventando oggetto di lettura, confronto e approfondimento in classe.

Gli incontri con gli autori rappresentano il cuore del progetto. Non semplici presentazioni, ma momenti di dialogo autentico: gli studenti possono porre domande, condividere riflessioni e scoprire il processo creativo che ha dato forma al libro. In questo scambio diretto, la storia si trasforma in esperienza viva, toccando anche la dimensione personale della rabbia, cosa la genera, come scegliamo di vivere il conflitto con gli altri.

È proprio qui che emerge uno degli aspetti più significativi dell’iniziativa: la capacità di rendere accessibili temi complessi come la guerra, la responsabilità individuale e la pace.

Il progetto ha coinvolto, in questi cinque anni, istituti scolastici di diverse località: Treviso, Paese, Silea, Villorba, Ponzano, Quinto di Treviso, Castelfranco Veneto e San Vendemiano.

Particolarmente significativo è stato un recente incontro presso l’Istituto Penale Minorile di Treviso, dove il libro è diventato ponte tra esperienze diverse: i ragazzi detenuti e gli studenti dell’Istituto Riccati-Luzzatti si sono confrontati in una mattinata dedicata alla Memoria e alla Pace. In questo contesto, il messaggio della Donna dei Fiori ha assunto un valore ancora più profondo, mostrando come la riflessione sulla pace possa aprirsi anche in situazioni complesse e fragili.

(CSV di Treviso e Belluno)