
Provare a immaginare come si può trasformare una dimora storica in un esempio desiderabile di futuro. Questa la sfida alla base di un percorso di ricerca e co-progettazione che in questi mesi ha visto collaborare fianco a fianco Diocesi di Verona, Fondazione Cariverona e Shifton — studio di design per l’innovazione sociale, nel ruolo di consulente strategico del progetto. Per la progettazione architettonica, Shifton ha scelto di coinvolgere diverserighestudio, mentre per gli aspetti di sostenibilità economica e gestionale ha ingaggiato Area Proxima. Non mancano, infatti, sul territorio veronese edifici con un passato importante, ma un presente e ancor più un futuro incerti, alcuni dei quali legati proprio alla Diocesi: proprio su uno di questi, Villa Francescatti, si è voluto porre l’attenzione.
Affacciata sulle colline che guardano il centro di Verona, Villa Francescatti è un’elegante dimora nobiliare del XVI secolo di straordinario prestigio, con uno spazioso e spettacolare parco. Nei secoli è stata residenza, centro di ospitalità giovanile, simbolo di apertura e accoglienza internazionale; oggi vive una sorta di sospensione pur mantenendo il suo fascino e il suo valore simbolico. Come non disperdere questo bene, preservare la memoria storica, garantire un futuro all’insegna della partecipazione e della sostenibilità economica? Queste le domande alla base di un lungo e preciso percorso, basato sulla strategia dell’ascolto profondo e dell’immaginazione condivisa.
Il primo passo è consistito in un ascolto profondo del territori e di quello che viene chiamato “Genius Loci” ovvero ciò che definisce in maniera unica l’identità e l’atmosfera di un luogo: i sopralluoghi esplorativi e le interviste qualitative agli stakeholder locali hanno portato a far emergere sogni, visioni e desideri, ma anche nodi critici del contesto veronese e possibilità che gli spazi potessero tornare a dialogare con la città.
Il cuore del processo è stato un workshop di envisioning in cui creatività, innovazione e condivisione hanno alimentato la capacità di immaginare insieme: le 50 persone invitate, rappresentanti di tutta la cittadinanza in base all’età, alla professione, al ruolo sociale, alle differenze di origine e religione, hanno vissuto un momento di immaginazione collettiva. Guidate dai professionisti di Shifton nel superare i pregiudizi legati all’uso tradizionale degli spazi monumentali, la Villa è stata idealmente smontata e rimontata, facendo emergere alcune possibili nuove funzioni. Quanto emerso da questo lavoro ha trovato sintesi in un concept strategico e narrativo chiamato “Villa Francescatti 2035”, che traccia una possibile rotta per l’identità futura del luogo come organismo vivo. Non solo un monumento statico, ma un ecosistema dinamico in cui si interconnettono quattro dimensioni: accoglienza, educazione, innovazione e ispirazione, e in cui dialogano continuamente natura e architettura, storia e futuro, leggerezza e accoglienza, locale e internazionale.
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