La Giunta comunale di Venezia, nel corso della sua ultima seduta, ha approvato uno stanziamento di 1.500.000 euro per la digitalizzazione della documentazione edilizia conservata nella sede di via Pertini, a Mestre. L’intervento riguarda uno dei servizi più richiesti da cittadini, tecnici e operatori del settore, con una media di circa 500 istanze mensili di accesso agli atti.
“Digitalizzare gli archivi significa proteggere una parte fondamentale della memoria amministrativa della città e, allo stesso tempo, migliorare un servizio essenziale per imprese, studi tecnici e cittadini”, dichiara l’assessore ai Servizi al Cittadino Paolino D’Anna. “Con questo intervento, su impulso del sindaco Venturini, puntiamo sull’innovazione mettendola al servizio della trasparenza, dell’efficienza e della salvaguardia del patrimonio comunale, riducendo i tempi di ricerca e semplificando l’accesso alle pratiche. Con lo stesso obiettivo, sono in corso anche procedure per potenziare l’organico che opererà nell’archivio”.
La struttura di via Pertini, insieme all’Archivio storico della Celestia, costituisce il polo archivistico del Comune di Venezia. L’investimento ha un duplice obiettivo: garantire una migliore tutela del patrimonio conservato e rendere la consultazione pubblica più rapida e accessibile. Grazie a questo stanziamento, la digitalizzazione delle serie edilizie verrà integrata direttamente con il gestionale “AUGE”, la piattaforma già a disposizione dell’utenza. In questo modo si ridurranno drasticamente i tempi di attesa per la ricerca e il recupero delle pratiche. A questa operazione si aggiunge lo stanziamento di 200.000 euro per l’acquisto di armadi compattatori, strumenti fondamentali per migliorare la conservazione, l’ordine e la gestione fisica del patrimonio cartaceo.
Il finanziamento rientra in un più ampio percorso di riorganizzazione avviato dall’Amministrazione comunale. In primavera, infatti, l’ente ha risposto alla sollecitazione di ANCI candidando il “Progetto Pilota per la Digitalizzazione delle serie edilizie archivio storico e dei registri storici anagrafe”. L’iniziativa, sostenuta nell’ambito del PNRR, è già in fase avanzata e prevede nei prossimi mesi l’avvio operativo delle scansioni dei materiali più consultati presenti alla Celestia, in particolare le sottoserie “Edilizia” e “Abitabilità”.
Il patrimonio interessato è particolarmente rilevante. La Celestia custodisce la memoria del Comune napoleonico dal 1806 e dei Comuni lagunari aggregati, tra cui Malamocco, Pellestrina e Murano, con circa 8.000 metri lineari di documenti, 65 rotoli di disegni in grande formato e 15 metri cubi di manifesti. A Mestre sono invece conservati l’archivio della Podesteria, dal XV secolo al 1797, le raccolte degli ex Comuni di terraferma di Mestre, Favaro, Chirignago e Zelarino, oltre ai fondi della Fondazione Pellicani. La consistenza complessiva è di circa 23.500 metri lineari di materiale, 2.700 rotoli di disegni, 260 scatole dedicate alla stessa tipologia e 460 metri cubi di altra documentazione.
