CUN GRANO DURO, COLDIRETTI: IL COMMISSARIO DI CONFCOOPERATIVE È IN CONFLITTO DI INTERESSI E VA ESCLUSO. HA PROPOSTO RIBASSI PIÙ ALTI DELLA PARTE INDUSTRIALE

CUN GRANO DURO, COLDIRETTI: IL COMMISSARIO DI CONFCOOPERATIVE È IN CONFLITTO DI INTERESSI E VA ESCLUSO. HA PROPOSTO RIBASSI PIÙ ALTI DELLA PARTE INDUSTRIALE

COLTIVAZIONE STRATEGICA ANCHE IN VENETO. SALVAN:”TUTELARE IL REDDITO DEGLI AGRICOLTORI”

“In un comunicato il presidente di Confcooperative Agroalimentare e Pesca Raffaele Drei parla dei massimi sistemi, ma non risponde su un punto: il conflitto di interessi in capo al commissario di Confcooperative nella CUN grano duro. Lo stesso che ha proposto di comprimere i prezzi più di quanto richiesto dalla parte industriale, un atteggiamento da compratore più che da venditore. Questo abbiamo scritto al Ministro Lollobrigida a tutela della trasparenza della formazione del prezzo indicativo nella Commissione grano duro”. Così Coldiretti in merito alle affermazioni del presidente Drei di Confcooperative Agroalimentare e Pesca.
“Drei – prosegue Coldiretti – si è affannato a smentire le accuse, ahimè per lui documentabili dalle testimonianze dei commissari, dai verbali e dai resoconti della CUN, sul comportamento tenuto dal loro commissario che riteniamo sia in chiaro conflitto di interessi”.
“Il presidente di Confcooperative Agroalimentare e Pesca richiama i principi di funzionamento del mercato, che noi conosciamo bene e proprio per questo abbiamo voluto la CUN: per limitare le evidenti distorsioni e speculazioni che animano il funzionamento del mercato globale e per restituire valore a quella distintività a cui fa riferimento, in maniera purtroppo goffa ed evidentemente ipocrita, anche Drei. A cui ricordiamo che il merito della questione è proprio questo: come difendere il reddito agricolo, non solo dalle turbolenze dei mercati internazionali e dai comportamenti sleali di molti grandi player, ma anche da quelle realtà della rappresentanza che cercano di difendere l’indifendibile e far rientrare l’opacità nella normalità”.
“Quanto sta accadendo nella CUN grano duro è ancora più grave se si considera che il Veneto sta tornando a credere in questa coltura, grazie all’impegno degli agricoltori e agli investimenti nelle filiere di qualità e del Made in Italy, motivo per il quale a settembre 2025 abbiamo manifestato a Rovigo come in altre piazze d’Italia per chiedere il rispetto dei cerealicoltori e strumenti di trasparenza appunto come la Cun sul grano duro,” afferma Carlo Salvan, presidente di Coldiretti Veneto.

“Il grano duro resta una coltura strategica per il Veneto – continua Salvan – con oltre 16 mila ettari coltivati concentrati soprattutto tra Rovigo e Padova. Nonostante le difficoltà climatiche e di mercato che hanno ridotto le superfici rispetto all’anno precedente, gli agricoltori continuano a investire in questa produzione fondamentale per le filiere della pasta italiana e del Made in Italy.Proprio per questo è indispensabile che la formazione del prezzo avvenga nella massima trasparenza e senza alcuna ombra di conflitto di interessi. Gli agricoltori veneti non possono accettare che il valore del loro lavoro venga penalizzato da comportamenti che rischiano di alterare il corretto funzionamento della Commissione per evidenti conflitti di interesse. Difendere la redditività delle imprese agricole significa garantire futuro alle produzioni cerealicole italiane, sostenere gli investimenti nelle campagne e rafforzare la sovranità alimentare nazionale”.
“Chi rappresenta il mondo agricolo dovrebbe avere come unico obiettivo quello di tutelare il reddito dei produttori e valorizzare il grano italiano, non certo contribuire a comprimere ulteriormente i prezzi in una fase già complessa per le aziende agricole”,  conclude Salvan.
Per Coldiretti è questo il punto politico e sindacale della vicenda: garantire regole chiare, trasparenza e corretta rappresentanza all’interno della CUN affinché gli agricoltori possano contare su un sistema credibile e realmente orientato alla tutela del loro lavoro.

(Coldiretti Rovigo)