La Polizia di Stato sventa la truffa del falso maresciallo. Arrestato un 34enne, recuperato l’intero bottino in oro.

Nelle prime ore della mattinata di ieri, 12 giugno 2026, personale della Squadra Mobile della Questura di Vicenza ha predisposto un servizio mirato al contrasto dei reati predatori, con particolare attenzione alla tutela delle persone anziane e in condizioni di minorata difesa, soggetti spesso nel mirino di malviventi senza scrupoli.

Alle ore 09.00 circa, un equipaggio posizionato nei pressi della stazione ferroviaria di Vicenza, ha notato un uomo che, per l’abbigliamento e soprattutto per l’atteggiamento visibilmente disorientato, ne ha destato l’attenzione. Gli Operanti hanno, pertanto, deciso di avviarne il pedinamento al fine di appurarne le reali intenzioni.

Durante l’osservazione, l’uomo è apparso costantemente impegnato nell’utilizzo del telefono, variando ripetutamente direzione di marcia, come se stesse ricevendo indicazioni da un complice da remoto. Intorno alle ore 13.00, l’uomo è salito a bordo di un taxi; il veicolo è stato monitorato dagli Agenti fino alla prima periferia della città, al confine con il Comune di Monticello Conte Otto, dove l’uomo è sceso.

Gli Operanti, quindi, hanno notato che il sospettato azionava il campanello di un’abitazione monofamiliare per farvi, successivamente, ingresso. Dopo circa 10 minuti, l’individuo è uscito precipitosamente dallo stabile: in quel frangente gli Agenti sono intervenuti bloccandolo per sottoporlo ad un controllo, all’esito del quale costui, identificato in un 34enne originario della Campania, è stato trovato in possesso di un sacchetto contenente numerosi monili in oro e denaro.

I successivi accertamenti hanno permesso di ricostruire l’ingegnosa quanto crudele dinamica del reato. Circa un’ora prima dell’intervento, la figlia dell’anziana proprietaria di casa aveva ricevuto una telefonata da un sedicente “Maresciallo dei Carabinieri”. Il truffatore l’aveva informata della necessità di recarsi con urgenza presso il loro Comando per firmare documenti relativi al fermo di un’autovettura con targhe clonate, identiche a quelle del veicolo della madre.

Tratta in inganno dal finto militare, la donna si era allontanata in bicicletta, lasciando l’anziana madre sola in casa e permettendo così al complice – il 34enne fermato – di presentarsi alla porta per farsi consegnare i preziosi.

L’azione tempestiva della Squadra Mobile ha impedito che il reato venisse portato a compimento definitivo. La refurtiva è stata interamente recuperata e, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, è già stata restituita alla legittima proprietaria.

L’arrestato è stato accompagnato presso la locale Casa Circondariale a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

* “Si rappresenta che la misura è stata adottata di iniziativa da parte dell’Ufficio procedente e che per il principio della presunzione di innocenza, la colpevolezza della persona sottoposta ad indagine in relazione alla vicenda sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna o forme analoghe”.

(Questura di Vicenza)