
I lavori, avviati a novembre 2025, hanno riguardato la posa del manto di impermeabilizzazione, la sostituzione dei canali di gronda e pluviali, la sostituzione dei coppi ammalorati e posa di sistema anticaduta sulla linea di colmo. È stato inoltre realizzato ex novo un servizio igienico a piano interrato per la migliore fruizione dell’area archeologica e degli spazi a piano primo.
L’intervento rientra in una più ampio programma lavori su edifici storici sostenuto dall’Amministrazione, con un complessivo di oltre 330 mila, che ha precedentemente portato nel corso del 2025 alla manutenzione e l’impermeabilizzazione di tutte le coperture della Casa di Giulietta e della falda soprastante l’ala di Ezzelino, a Palazzo Forti.
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Vicesindaca e assessora ai Beni Culturali, Barbara Bissoli: “Si tratta di un intervento di cura del patrimonio monumentale della città particolarmente significativo, perché riguarda testimonianze della storia millenaria di Verona e, in particolare, della storia romana e della storia medioevale della nostra città, scrigno di tesori straordinari: con gli uffici dell’Edilizia Monumentale del Comune e imprese e professionisti specializzati, da un lato, siamo intervenuti sul patrimonio comunale con un intervento di restauro della copertura e di miglioramento simico della Loggia realizzata nel periodo di Mastino II della Scala per ospitare i lanifici che qui conducevano un’attività assari florida all’epoca degli Scaligeri; dall’altro, abbiamo dotato l’importante area archeologica del criptoportico del Capitolium, visitabile nell’interrato a cura della Soprintendenza ABAP con l’Associazione delle Archeonaute, di un servizio igienico a supporto; ricordo che quello dalla Loggia del Mangano è l’unico accesso pubblico al Capitolium, l’imponente edificio realizzato nella seconda metà del I secolo a.C. per celebrare Verona allorchè fu elevata al rango di municipium romano e che occupava l’ampia area che si estende da qui sino a tutta piazza Erbe”
Assessora al Commercio e alle Manifestazioni, Alessia Rotta: “Questo è sicuramente un angolo magico, uno scrigno nascosto di Verona, particolarmente apprezzato dai turisti. Ringrazio le attività commerciali che animano questo luogo e che hanno compreso il valore e l’importanza dell’intervento, che ora restituisce alla città uno spazio prezioso, riqualificato e pronto a riaccogliere quanti vi faranno visita”.
Intervento e criticità emerse
Nel corso dei lavori alla loggia sono state rilevate alcune criticità sulle strutture lignee di sostegno consistenti nell’abbassamento di due capriate e in numerose fessurazioni presenti nelle murature perimetrali sottogronda.
Nei mesi di novembre/dicembre 2025, si è proceduto, in accordo con la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le provincie di Verona, Rovigo e Vicenza, alla valutazione dei possibili interventi ammessi sul bene vincolato e all’affidamento dell’incarico all’ing. De Grandis per la progettazione esecutiva strutturale degli stessi.
All’ottenimento del parere autorizzativo da parte della suddetta Soprintendenza, sono stati consolidati i nodi delle capriate tramite vitoni passanti di collegamento degli elementi lignei, fissate le capriate ai pilastri in cemento armato esistenti tramite piastre in acciaio, collegate a due catene metalliche per ogni capriata per l’assorbimento della spinta dei puntoni
Per consolidare le pareti e per prevenire i meccanismi di collasso è stato inoltre realizzato, nella fascia sottogronda, il collegamento dei pannelli di tamponamento al telaio strutturale verticale tramite posa di connettori a fiocco e rete di basalto, coperti da un intonaco strutturale e strato di finitura a calce. I lavori sono terminati lo scorso giugno.
Sono ora da mettere in programmazione ulteriori interventi di sistemazione/conservazione del piano terra della Loggia che comprenderanno le indagini non distruttive sulle colonne lapidee portanti e il loro successivo restauro.
Cenni storici
La Loggia del Mangano insiste su una parte di tessuto urbano della città romana. Il periodo di costruzione è incerto, ma sembra molto probabile che sia stata eretta nel periodo di Mastino II, in cui l’industria laniera raggiunse un eccezionale livello di produzione che alimentò la necessità di un’organizzazione che raggruppasse le principali operazioni in un solo opificio; infatti, nella Loggia avveniva la raccolta ed il controllo di tutta la lavorazione.
Il manufatto, lasciato in totale stato di abbandono, fu oggetto di un radicale intervento di restauro dal 1966 al 1968, da parte dell’architetto Loris Fontana, nel quale fu ripristinata l’orditura lignea della copertura e del solaio e demolite le murature di tamponamento al pianterreno, con una serie di interventi finalizzati alla traduzione il più possibile attendibile dello stato originario dei luoghi.
Il restauro della Loggia del Mangano che ha riportato l’edificio nella struttura che, si presume, per buona parte originaria è di ben vent’anni precedente l’inizio dello scavo archeologico (1988) che ha portato alla luce ulteriori resti della struttura del Capitolium Veronese già ritrovati nel piano interrato dell’attuale Palazzo Maffei.
Si fecero delle scelte notevoli da un punto di vista della statica generale dell’edificio in quanto proprio i dissesti statici erano l’elemento preponderante cui far fronte.
Si decise di inserire una trave in cemento armato sagomata a livello del primo solaio per reggere sia il carico delle soprastanti murature sia quello del solaio, i pilastrini in cotto sulle pareti sono stati sostituiti con pilastri in cemento armato di uguali dimensioni, sul sommo dei quali poggiano le capriate di copertura, collegati da un cordolo corrente sotto le falde.
Negli anni ’80 sono stati realizzati ulteriori interventi di rinforzo strutturale che hanno interessato il primo solaio in legno, con l’inserimento di tiranti obliqui per irrigidire il piano del solaio e il consolidamento di una parte delle colonne in pietra.
In tali anni sono iniziati poi i lavori per la messa in luce dell’area archeologica sottostante. Gli scavi, condotti dalla Soprintendenza per i beni archeologici del Veneto tra 1988 e 2004 sotto la Loggia del Mangano, con fondi ministeriali e con il sostegno economico di Fondazione Cariverona, hanno messo in luce un tratto del portico sotterraneo (criptoportico) che su tre lati circondava il Capitolium, il principale tempio cittadino dedicato alle tre divinità Giove, Minerva, Giunone.
Al termine delle operazioni di scavo, nel 2006 il Comune di Verona è intervenuto con l’intervento di chiusura del solaio al piano terra della Loggia, rimasto aperto in seguito a tali operazioni, e con la successiva ripavimentazione in sestini in cotto.
Nel 2012, infine, Fondazione Cariverona, per conto della Soprintendenza, ha realizzato l’intervento di sistemazione dell’area archeologica con rifacimento della scala in pietra di accesso e realizzazione di passerelle, per permettere la visita del sito.
