Nella giornata del 3 agosto, la Polizia di Stato di Vicenza ha rintracciato e identificato il presunto responsabile dell’aggressione avvenuta il pomeriggio precedente a Campo Marzo, nel corso della quale un quarantunenne pakistano era rimasto ferito al collo con un’arma da taglio.
Nello specifico, intorno alle ore 09:00, una pattuglia della Squadra Volanti della Questura, durante un servizio di controllo del territorio in viale Mazzini, ha notato un uomo a bordo strada la cui descrizione corrispondeva fedelmente a quella fornita dal testimone oculare ascoltato il giorno prima.
Sottoposto a controllo, il soggetto — poi identificato tramite rilievi fotodattiloscopici per un cittadino pakistano di 38 anni, privo di documenti e irregolare sul territorio nazionale — è stato trovato in possesso di un coltello a serramanico con lama di 8 cm e di un involucro contenente circa 5 grammi di hashish (poi sottoposto a sequestro amministrativo con relativa segnalazione alla Prefettura ex art. 75 DPR 309/90). L’arma da taglio è stata contestualmente sottoposta a sequestro penale.
Accompagnato presso gli uffici della Questura, l’uomo ha ammesso l’aggressione ai danni del connazionale, pur negando l’utilizzo del coltello. La vittima, a seguito delle cure ricevute presso il pronto soccorso cittadino, è stata dimessa con una prognosi di 8 giorni.
Alla luce degli elementi raccolti, il trentottenne è stato indagato in stato di libertà per i reati di lesioni personali aggravate (artt. 582 e 585 C.P.) e per il porto abusivo di armi od oggetti atti ad offendere (art. 4 L. 110/75).
Al termine degli atti di polizia giudiziaria, in ragione della sua posizione irregolare sul territorio nazionale e previa valutazione del locale Ufficio Immigrazione, nei suoi confronti è stato emesso il provvedimento di espulsione dal Prefetto di Vicenza, seguito dal provvedimento del Questore di Vicenza di accompagnamento e trattenimento presso il Centro di Permanenza per il Rimpatrio di Gradisca d’Isonzo (GO), in attesa del definitivo allontanamento dal territorio nazionale.
“Si rappresenta che la misura è stata adottata di iniziativa da parte dell’Ufficio procedente e che per il principio della presunzione di innocenza, la colpevolezza della persona sottoposta ad indagine in relazione alla vicenda sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna o forme analoghe”.
