Commercio, approvati 6 nuovi Distretti con 17 Comuni coinvolti. Assessore Bitonci: “Strumento di crescita in una fase storica di crisi dei negozi nei centri urbani”

(AVN) – Venezia, 16 settembre 2026

 

“Il commercio di prossimità è una parte della nostra economia e non può essere considerato una realtà residuale. Quando un’attività commerciale chiude, i nostri paesi perdoni un servizio, un presidio, un pezzo della loro attrattività. Per questo i distretti sono uno strumento importante: aiutano i territori a fare sistema e le imprese a competere in un mercato che è profondamente cambiato”.

 

E’ il commento dell’assessore regionale allo Sviluppo economico Massimo Bitonci, nell’annunciare che la Giunta regionale ha approvato oggi 6 nuovi Distretti del Commercio. Il Veneto arriva così a 191 distretti complessivamente riconosciuti, con 340 Comuni coinvolti (circa il 60% delle Amministrazioni comunali della regione).

 

I sei nuovi distretti riconosciuti nel 2026 coinvolgono complessivamente 17 Comuni: 3 sono distretti urbani costituiti da un singolo Comune, e 3 sono distretti territoriali formati da più Amministrazioni. Si tratta del Distretto del commercio di Trebaseleghe, del Distretto del commercio del Medio Polesine (comuni di Costa di Rovigo, Arquà Polesine, Bosaro, Pontecchio Polesine, Villamarzana), della Riviera Po (Frassinelle, Canaro, Gavello, Guarda Veneta, Polesella), del Distretto del Commercio Città di Vedelago, del Distretto del commercio Città di Eraclea e del Distretto territoriale del commercio Astico (Lugo, Calvene, Fara Vicentino, Salcedo).

La Giunta ha inoltre disposto il rinnovo triennale dei distretti riconosciuti nel 2023 e accolto le richieste di Ponzano Veneto, Povegliano e Villorba per la modifica della perimetrazione dei rispettivi distretti.


“Il dato dei 340 Comuni è quello che più di tutti racconta la dimensione di questa rete regionale ormai strutturata – evidenzia Bitonci -. Comuni anche molto diversi tra loro hanno scelto di condividere una strategia per valorizzare i propri centri e rafforzare la presenza delle attività economiche, in un momento storico in cui il commercio di prossimità nei centri urbani vive una profonda crisi”.

 

“Il punto non è riconoscere un distretto solo sulla carta – continua l’assessore -, ma utilizzarlo come strumento concreto di sviluppo. Servono una governance stabile, il coinvolgimento delle imprese con progettualità condivise, e la capacità di valorizzare commercio, servizi, turismo e identità del territorio. E’ anche questa integrazione che può rendere più forti i nostri centri”.

 

I distretti riconosciuti in Veneto sono oggi 126 urbani e 65 territoriali. La loro diffusione interessa quindi tanto i centri delle città quanto le aggregazioni tra più Comuni, secondo una logica di collaborazione territoriale.

 

“Il riconoscimento dei distretti è un validissimo strumento di governance del commercio: la Regione mette a disposizione un modello, i Comuni costruiscono le strategie applicative, le imprese portano investimenti e capacità. E’ da questa collaborazione che deve nascere un commercio capace di affrontare la concorrenza e di far crescere nei nostri centri urbani”.

 

1618-2026 (COMMERCIO)

(Regione Veneto)