Custodire l’umano: primo incontro di formazione Irc alla presenza del vescovo Michele

Il nuovo anno scolastico per gli insegnanti di Religione cattolica è iniziato, come tradizione, con un incontro unitario di formazione sul tema individuato come riferimento per l’anno in corso.
“Custodire l’umano nella scuola” e “L’ascolto: una capacità da affinare” sono i titoli dei corsi per i due settori formativi, secondaria e infanzia-primaria, elaboratori in collaborazione con la sezione trevigiana dell’Uciim, Ente formativo del Terzo Settore per l’anno scolastico 2026-2027.
Venerdì 4 settembre, si è svolto il primo incontro, che ha visto gli interventi del vescovo di Treviso, mons. Michele Tomasi, e del dott. Luca Drusian, esperto di ascolto e ideatori dei Laboratori dell’ascolto nelle scuole. Gli interventi sono stati molto apprezzati dai presenti, sottolineando ancora una volta l’importanza di percorsi formativi, che siano in sintonia con le esigenze quotidiane degli insegnanti.
Il vescovo Tomasi nel suo intervento, centrato sulla Lettera Enciclica “Magnifica humanitas” di papa Leone XIV, ha sottolineato come sia fondamentale una responsabilità condivisa per la costruzione della civiltà dell’amore e una cultura dell’incontro.
In una realtà che privilegia la logica della potenza, occorre dare spazio alla logica del bene comune. Solo la realizzazione della pace consente la condivisione del bene comune universale, superando la divinizzazione della tecnica e la normalizzazione del conflitto e della guerra, privilegiando invece strutture di giustizia e il disarmo delle parole, assumendo lo sguardo delle vittime, e rilanciando a ogni livello il dialogo.
L’Insegnamento della religione cattolica è uno dei luoghi di realizzazione di questi percorsi della civiltà dell’amore a partire dalla scuola e dall’educazione.
Di fronte a sempre più frequenti situazioni di disagio, che si manifestano tra i giovani anche nell’ambiente scolastico, una proposta efficace può essere la capacità di ascoltare i bisogni e il dolore di tanti ragazzi, che esprimono il loro fastidio e la loro rabbia nei comportamenti problematici in classe e fuori della scuola. È stata questa l’attenzione e la proposta di lavoro presentata da Luca Drusian.
Un nuovo atteggiamento degli adulti, dalla famiglia alla scuola, alla società, può favorire nei ragazzi una sana consapevolezza del proprio disagio, per orientare a scelte maggiormente produttive sul piano personale e relazionale.
Gli incontri di formazione proseguiranno nei prossimi mesi con ulteriori approfondimenti ed elaborazioni di proposte didattiche specifiche per ogni ordine scolastico.

Articolo in uscita nella “Vita del popolo” del 13 settembre 2026

(Diocesi di Treviso)