Delta del Po, dove si decide l’adattamento del Grande Fiume

Porto Tolle, 26 settembre 2026                                                                  COMUNICATO STAMPA

Delta del Po, dove si decide l’adattamento del Grande Fiume

Subsidenza e cuneo salino mettono alla prova il territorio: dall’ansa di Volta Vaccari alla barriera antisale di Pila, le opere in campo

A Porto Tolle, con un tour in barca, la penultima tappa della Carovana del Po,
la campagna promossa da Autorità di Bacino e Legambiente nell’ambito del progetto europeo LIFE CLIMAX PO
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Porto Tolle (RO), 26 settembre 2026 – Sessantotto giorni di portate sotto la soglia critica. Un suolo che in alcuni punti si è abbassato fino a due metri. L’acqua salata che, quando il fiume cala, risale i rami del Delta e rende inutilizzabile l’acqua per le campagne. Il Delta del Po è uno dei territori italiani più esposti alla crisi climatica, e le sue fragilità toccano direttamente agricoltura, pesca ed ecosistemi. Per lo stesso motivo è anche il luogo in cui si decide una parte importante dell’adattamento dell’intero bacino. Ci sono opere già in funzione, come il bacino di Volta Vaccari, capace di trattenere fino a un milione di metri cubi di acqua dolce, e altre in progettazione, come la barriera antisale fissa alla foce del Po di Pila.

Se n’è parlato oggi durante il tour in barca tra Pila, l’Isola della Batteria, la foce del Po di Pila e Volta Vaccari, tappa deltizia della Carovana del Po, la campagna promossa dall’Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po e da Legambiente nell’ambito del progetto europeo Life Climax Po. 

Il tour, aperto a giornalisti, amministratori e cittadini, è stato organizzato da Legambiente Veneto in collaborazione con il Consorzio di Bonifica Delta del Po. Hanno partecipato Francesco Tornatore, project manager di LIFE CLIMAX PO per l’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po; Rodolfo Laurenti, direttore generale del Consorzio di Bonifica Delta del Po; Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente; Luigi Lazzaro, presidente di Legambiente Veneto; Roberto Pizzoli, nuovo presidente dell’Ente Parco delta del Po Veneto e Paolo Mancin, presidente del Consorzio delle Cooperative Pescatori del Polesine.

Il Delta arriva all’autunno dopo un’estate difficile. Il quadro lo dà l’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici dell’Autorità di Bacino. Tra il 16 giugno e il 22 agosto le portate medie giornaliere del Po sono rimaste sempre sotto la soglia critica, con il Delta e il Piemonte tra le aree più esposte e anomalie termiche severe o estreme su quasi tutto il Distretto. Da fine agosto le piogge hanno cambiato il quadro. Il 16 settembre la severità idrica, l’indice con cui l’Osservatorio classifica il livello di crisi, è scesa a “media con precipitazioni”. Al 14 settembre a Pontelagoscuro, la sezione di riferimento prima del Delta, passavano 1024 m³/s, ben sopra i 450 considerati la soglia per contenere l’intrusione salina, e in Veneto l’acqua marina si sta ritirando dai rami deltizi. 

La stagione irrigua però non è chiusa: il Consorzio di Bonifica l’ha prorogata a tutto ottobre, dopo aver garantito l’acqua per portare a maturazione le colture, compreso il riso. Non è una questione solo locale. Nel Distretto del Po vivono circa 20 milioni di persone, quasi un terzo della popolazione italiana, si produce oltre il 40% del PIL nazionale e il 55% dell’energia idroelettrica, e si trovano più di 3 milioni di ettari di superficie agricola. Nel Delta questo si traduce in un equilibrio da trovare ogni giorno tra l’acqua per gli ecosistemi, per l’agricoltura, per la pesca e per le comunità.

Nel Delta, tre luoghi per leggere il cambiamento

La navigazione è partita da Pila verso l’Isola della Batteria, tra la Busa di Tramontana e la Busa Dritta. Fino agli anni Sessanta qui c’era un’azienda agricola di circa 200 ettari, con risaie e una piccola comunità. Le estrazioni di metano degli anni Quaranta e Cinquanta hanno accelerato la subsidenza, e nel 1976 una mareggiata ha rotto gli argini e sommerso l’insediamento. Oggi dall’acqua emergono i resti dell’idrovora che teneva asciutti i campi, del magazzino del riso, della casa del guardiano e delle postazioni della Seconda guerra mondiale da cui viene il nome “Batteria”. L’isola è riserva naturale dello Stato dal 1977. Negli ultimi decenni il Po ha ripreso a depositare sedimenti nell’area e a ricostruire porzioni di terra: il trasporto solido, cioè il materiale che il fiume porta verso il mare, è una delle risorse del Delta contro l’abbassamento del suolo e l’erosione. 

Dall’isola la barca ha seguito il Po di Pila fino allo sbocco in Adriatico, tra meandri, barre di sedimento e nuove formazioni di terra che mostrano come la linea di costa cambi di continuo con la portata del fiume, le correnti e il moto ondoso. È il tratto in cui si forma il cuneo salino. Quando la portata cala, l’acqua marina, più densa di quella dolce, risale lungo il fondo dell’alveo verso l’interno, e oltre certi livelli di salinità l’acqua del fiume non si può più usare per irrigare. Per questo il Consorzio di Bonifica Delta del Po sta progettando alla foce una barriera antisale fissa: il documento di fattibilità delle alternative progettuali è stato completato nel 2025 e il Piano annuale 2026 del Consorzio prevede ulteriori finanziamenti per proseguire la progettazione, resa possibile anche dalle risorse messe a disposizione dal MIT grazie all’impegno dell’Autorità di Bacino.

L’ultima tappa è stata Volta Vaccari, un’ex ansa del fiume recuperata dal Consorzio e trasformata in bacino di acqua dolce per l’irrigazione. È una soluzione basata sulla natura: un’area umida che accumula acqua aiuta a contrastare l’intrusione salina e offre habitat alla fauna. Serve a garantire acqua alle campagne quando la salinità impedisce di prelevarla direttamente dal Po, e sposta la gestione dalla risposta nel momento critico alla preparazione in anticipo.

Otto giorni lungo il Po

Il Delta è la penultima tappa di un viaggio partito il 19 settembre da Settimo Torinese, che ha attraversato Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto. La Carovana ha raggiunto le sorgenti di Pian del Re e ALPSTREAM di Ostana, centro di studio dei fiumi alpini. È passata poi per la chiusa del Canale Cavour a Chivasso e per la Lanca di Gussola, dove il Po è stato riconnesso ai suoi ambienti laterali, e ha navigato a Boretto con AIPo fino al Polo scientifico. Nel Ferrarese ha visitato la centrale di potabilizzazione di Pontelagoscuro e l’impianto idrovoro di Palantone. Alle visite tecniche si sono affiancati teatro, fumetto e incontri pubblici, da Cantalupa a Stellata.

Stasera alle 18.00 la Carovana è a Comacchio (FE), in Piazzetta Trepponti, con “Viviamo tutti in riva al mare” di Marco Paolini e Matilde Vigna, in collaborazione con l’Atlante delle Rive. 

Domani, Giornata mondiale dei fiumi, chiude a Castiglione di Ravenna con “I fiumi invisibili” di Teatro delle Albe/Ravenna Teatro, costruito sulle storie di circa cento cittadine e cittadini.

La Carovana del Po si inserisce nell’ambito di LIFE CLIMAX PO, progetto cofinanziato dal programma LIFE dell’Unione europea che promuove strategie di adattamento e una gestione sostenibile delle risorse idriche nel distretto del fiume Po, in un’ottica “climaticamente intelligente”.
Il team di progetto riunisce professionalità e competenze multidisciplinari provenienti da: Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po (AdBPo, coordinatore); Agenzia Interregionale per il fiume Po (AIPo); ARPAE Emilia-Romagna; ARPA Piemonte; ARPA Lombardia; Università di Bologna; ANBI – Associazione Nazionale Consorzi di gestione e tutela del territorio e acque irrigue; ANBI Emilia-Romagna; ANBI Lombardia; ANBI Piemonte; ANBI Veneto; Fondazione CMCC – Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici; Città Metropolitana di Bologna; ERSAF – Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste; Legambiente e i comitati regionali di Piemonte e Valle d’Aosta, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto; Politecnico di Torino – DIATI; SMAT – Società Metropolitana Acque Torino; Regione Emilia-Romagna; Regione Piemonte; Regione Lombardia; SOGESCA. 

ll viaggio della Carovana è raccontato, tappa dopo tappa, sul sito www.lifeclimaxpo.adbpo.it  e sui canali social di LIFE CLIMAX PO: Facebook | LinkedIn | Instagram

CONTATTI
Ufficio stampa LIFE CLIMAX PO
Ada Aliprandi | +39 3202794861 | a.aliprandi@legambiente.it

(Legambiente Veneto)