Giovedì 24 settembre, negli spazi di piazza Madonna di Campagna 1/A a Verona, si è inaugurata la Cittadella della Giustizia. Per il CSV Centro di Servizio per il Volontariato di Verona erano presenti Irene Magri, Sportello Giustizia, e Alberto Speciale, consigliere e Tesoriere, di cui proponiamo questa riflessione.
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Ieri non ci siamo limitati a tagliare un nastro o ad inaugurare un complesso architettonico. Abbiamo dato una casa ideale, oltre che fisica, ad uno dei principi cardine della nostra convivenza civile: la Giustizia. E abbiamo scelto di farlo ponendo questa Cittadella sotto la protezione e l’esempio di una straordinaria figura della nostra storia: Tina Anselmi.
Intitolare la Cittadella della Giustizia a Tina Anselmi non è soltanto un atto di omaggio alla memoria di una grande italiana, partigiana “Gabriella”, sindacalista, deputata e prima donna a ricoprire la carica di Ministra della Repubblica. È, soprattutto, una precisa scelta di indirizzo sul significato profondo della parola giustizia. La Cittadella non è un fortino chiuso, ma uno spazio aperto di vita cittadina e di servizio, una comunità di volti e di responsabilità. Una comunità costituita anche da persone con un passato difficile, trascorso tra i ristretti di un carcere, ma, come Tina Anselmi ricordava, “nessuna persona è inutile”.
Con la Cittadella della Giustizia, nasce anche il primo Centro per la giustizia riparativa del territorio scaligero, uno spazio, oggi previsto per legge, ma pensato per mettere in rete diversi servizi dedicati alla tutela dei diritti, al supporto alle vittime di reato e alla gestione dei conflitti. Con tale iniziativa, l’amministrazione comunale compie un passo concreto per rendere effettivo un nuovo modello di giustizia orientato alla responsabilità, alla riparazione del danno e al reinserimento sociale.
La gestione operativa del Centro è affidata alla Fondazione Don Calabria per il Sociale ETS, ente del Terzo settore con una consolidata esperienza nei percorsi di mediazione, accompagnamento e reinserimento sociale. Gli spazi dedicati si trovano all’interno della Cittadella della Giustizia, la stessa in cui risiedono anche Rete Dafne e il Garante dei diritti delle persone private della libertà personale, con l’obiettivo di offrire un sistema integrato di assistenza verso vittime e autori dei reati.
Il Centro per la giustizia riparativa, così come la Cittadella della Giustizia, ha trovato la sua base di pensiero nel Tavolo permanente per la cultura riparativa di Verona di cui fanno parte, come enti aderenti: ASAV Associazione scaligera Vittime di reato ETS, Camera Minorile di Verona, Camera Penale Veronese, Caritas Diocesana, Neg2Med – Centro Universitario di Negoziazione e Mediazione, Centro di Servizio per il Volontariato di Verona ODV, Comune di Verona, Dipartimento di Scienze Umane Università di Verona, Federazione Nazionale Italiana Società di San Vincenzo De Paoli ODV, Associazione La Fraternità ODV, Ordine degli Assistenti Sociali del Veneto, Progetto Mondo, Ufficio Distrettuale di Esecuzione Penale Esterna di Verona, Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni di Venezia.
La moltitudine dei partecipanti ricorda l’opera della complessa ricostruzione delle mura di Gerusalemme opera portata avanti da Neemia (Neemia 1,1-7,3). Il suo progetto è guardato con sospetto dai governatori di Samaria e di Ammon, la regione a oriente di Giuda, i quali considerano tale progetto un ostacolo alle loro mire di estendere il proprio dominio. Neemia cerca di coinvolgere il maggior numero di giudei nell’opera di ricostruzione della cinta muraria responsabilizzando la comunità in tutte le sue componenti e organizza i lavori in modo che ciascuno sia in possesso degli strumenti necessari per svolgere il proprio compito: tutti sono coinvolti nella ricostruzione ma anche nella difesa della propria città.
La prima cosa che Neemia ci ricorda è la necessità di sentirsi toccati e interpellati personalmente dalle storture del proprio tempo. La prima virtù necessaria per affrontare seriamente il futuro è l’onestà intellettuale. Romano Guardini la chiamava “la serietà imposta dalla verità”, una serietà che vuole sapere la posta realmente in gioco, al di là delle semplificazioni e di tutte le proposte emotive; l’onestà di chi vuole conoscere a fondo le cose.
Neemia è cosciente che il progetto di riedificare le mura di Gerusalemme non può rimanere generico e fa emergere l’importanza della concretezza. Non basta desiderare il bene; si deve capire come attuarlo. Ma, il buon esito di un’iniziativa non può dipendere unicamente dall’impegno di chi l’ha promossa, ma è essenziale che sia fatta propria anche da altri.
Mai come ieri si può confermare la verità della frase «Non c’è pace senza giustizia, non c’è giustizia senza perdono» resa celebre da Papa Giovanni Paolo II nel suo messaggio per la Giornata Mondiale della Pace del 1° gennaio 2002. Quel giorno il Pontefice ribadì che la vera pace non è solo assenza di guerra, ma richiede il rispetto dei diritti umani e la riparazione dei torti (la giustizia), la quale a sua volta ha bisogno del perdono per spezzare la catena dell’odio e della vendetta.
La nuova Cittadella della Giustizia di Verona si presenta dunque alla città come una sfida e una promessa: fermare i cantieri delle contrapposizioni sterili (le “nuove Babele”) e lavorare uniti per rialzare ogni giorno le mura della convivenza pacifica, della trasparenza e del rispetto reciproco (la “nuova Gerusalemme”).
Alberto Speciale, consigliere e Tesoriere CSV Verona
