
“L’intreccio fra gli imprenditori e i loro collaboratori è un valore fortissimo che abbiamo in Italia, forse più forte che altrove”. Lo ha detto all’Adnkronos Leonardo Ferragamo, presidente della Maison Salvatore Ferragamo, al Teatro La Fenice di Venezia, in occasione della presentazione di “Un passo alla volta”, il cortometraggio scritto e interpretato dalla figlia Martina Ferragamo e diretto da Simone Coppo, nell’ambito dell’83/a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica.
Nel cast, accanto a Martina Ferragamo, figurano Margherita Buy, Francesco Colella e Francesco Centorame. Il cortometraggio prende spunto dalla storia della famiglia Ferragamo e racconta il rapporto tra memoria, identità e appartenenza. Al centro della vicenda c’è Martina, attrice che arriva su un set per girare un film dedicato alla propria famiglia e al nonno Salvatore Ferragamo, il celebre “calzolaio delle stelle” di Hollywood. Nel corso delle riprese, però, il confine tra realtà e finzione si fa sempre più sottile, fino a coinvolgere direttamente la protagonista nella storia familiare.
“È proprio la passione che certi collaboratori mettono nel lavoro, l’allineamento alle ispirazioni e alle linee guida dell’imprenditore, a creare questo intreccio, questa amalgama straordinaria che rappresenta una forza propulsiva di tante aziende”, ha spiegato Leonardo Ferragamo, il quinto figlio del celebre stilista e calzaturiero Salvatore Ferragamo e di Wanda Miletti. Un valore che, secondo il presidente della Maison, si ritrova anche oggi nel modo di lavorare della famiglia. “È un significato a cui do molta importanza – ha sottolineato – e che ritroviamo oggi con piacere nel lavorare insieme a persone con cui ci sono allineamenti valoriali, oltre che aziendali”.
Il secondo elemento indicato da Leonardo Ferragamo riguarda una scelta compiuta dal padre, Salvatore, quasi un secolo fa. “Dobbiamo dare importanza a quell’atto di coraggio che mio padre ebbe quando, nel 1926, decise di tornare l’anno dopo in Italia”, ha raccontato.
Il patriarca Salvatore Ferragamo, dopo il successo ottenuto negli Stati Uniti, scelse dunque di rientrare nel Paese d’origine. Una decisione che, secondo il figlio Leonardo, non fu dettata principalmente da ragioni economiche. “Pur appagato da un successo insperato e da sogni che stava raggiungendo, più ampi di quello che aveva immaginato, soffriva perché gli mancavano la cultura italiana, il valore dei sentimenti della famiglia e quello del lavoro artigiano”, ha spiegato. “Fu trascinato proprio da questi valori, dal desiderio di ritrovare questa cultura – ha aggiunto – più che dal calcolo economico, dal semplice fatto di trovare gli artigiani. Era qualcosa di molto più profondo”.
Infine, per Leonardo Ferragamo, c’è il tema della trasmissione e dell’evoluzione dei valori familiari. “È un privilegio nascere con una storia, con dei valori, con degli esempi, ma è anche una responsabilità importantissima: evolverli continuativamente”, ha affermato.
E proprio “Un passo alla volta” rappresenta, secondo Ferragamo, un esempio concreto di questa evoluzione. “Il fatto che una persona della terza generazione, mia figlia Martina, abbia avuto a cuore di raccontare in una maniera così moderna e diversa questa storia e che addirittura l’abbia trasmessa al suo fidanzato, Simone Coppo, che insieme a lei l’ha esaltata, è sintomatico di quanto queste belle storie debbano poter continuare nel tempo”.
“Continuare nei valori, negli insegnamenti, negli esempi”, ha concluso Leonardo Ferragamo, sottolineando la responsabilità della famiglia: “Tutti noi abbiamo la responsabilità di continuare a farlo in modo instancabile”. (di Paolo Martini)
