Remigrazione è una parolaccia, una bestemmia dal punto di vista morale, roba da retrogradi dal punto di vista storico, prospettiva ottusa verso cui si guarda al futuro. Parte dall’idea sbagliata che il migrante è il nemico dell’identità, della cultura e della religione. Mentre invece le culture sono progredite proprio grazie alle migrazioni e all’incontro di popoli diversi.
Una parola distorta e retrograda, con l’odore stantio dei luoghi chiusi. Evoca manganelli, deportazioni, violenze, e coscienze bacate.
Morbo pericoloso con gestazione in Germania. L’antidoto non sono le mascherine anticontagio, ma l’intelligenza dei valori cristiani e democratici.
(GR)
