Nella serata di ieri, la Polizia di Stato di Vicenza ha tratto in arresto due cittadini senegalesi, (G.P.M., classe 2004 e N.S.S.M., classe 2002), entrambi regolari sul T.N. ed entrambi gravati da precedenti per reati contro il patrimonio, tra cui furto e rapina, ritenuti responsabili del reato di sequestro di persona a fini di estorsione ai danni di un minore.
L’attività ha avuto origine dalla denuncia presentata presso la Stazione dei Carabinieri di Ponte San Pietro (BG) dalla madre del giovane, residente nella provincia di Bergamo, la quale, in forte stato di apprensione e angoscia per la sorte del figlio, aveva segnalato di aver ricevuto da quest’ultimo alcuni messaggi dai quali emergeva chiaramente una situazione di pericolo e di costrizione.
Dalle immediate verifiche svolte è emerso che il minore, nella serata precedente, era stato avvicinato e successivamente prelevato contro la propria volontà all’esterno di una pizzeria del bergamasco da due soggetti che lo avevano costretto a seguirli a bordo di un’autovettura diretta verso il territorio vicentino.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il gesto sarebbe stato motivato dalla volontà dei due di ottenere il pagamento di una somma di denaro collegata a una precedente compravendita di banconote contraffatte.
Ricevuta la segnalazione, è stata immediatamente avviata una serrata attività investigativa e di ricerca che ha visto operare in stretta sinergia gli uffici interessati.
Grazie all’analisi degli elementi acquisiti e alla geolocalizzazione del telefono cellulare in uso al minore, gli equipaggi della Sezione Volanti della Questura di Vicenza hanno rapidamente individuato l’area di interesse, concentrando le ricerche nel capoluogo berico.
Gli operatori sono riusciti in breve tempo a rintracciare il giovane nei pressi del Ponte degli Angeli, mentre si trovava ancora in compagnia dei due sequestratori, non lontani dalla struttura ricettiva dove era stato costretto a trascorrere la notte.
L’intervento tempestivo degli agenti ha consentito di interrompere la condotta criminosa, mettere immediatamente in sicurezza il minore e procedere all’arresto dei due responsabili, successivamente associati presso la Casa Circondariale a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
Particolarmente significativa è risultata la rapidità dell’intervento, che ha consentito di localizzare e liberare il ragazzo in tempi estremamente contenuti, evitando che la situazione potesse assumere conseguenze ulteriormente gravi.
Al termine degli accertamenti e delle formalità di rito, il minore è stato riaffidato alla madre, che ha potuto finalmente riabbracciare il figlio dopo ore di profonda preoccupazione e sofferenza.
* “Si rappresenta che, per il principio della presunzione di innocenza, la colpevolezza delle persone sottoposte ad indagine in relazione alla vicenda sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna o forme analoghe”.
