Storie di-segni: a Palazzo Ducale un seminario sul patrimonio dei graffiti …

Restituire valore e attenzione ai graffiti storici del Tezon Grando del Lazzaretto Nuovo, testimonianze preziose della vita e delle presenze che hanno attraversato nei secoli le isole della laguna. È questo il filo conduttore del seminario di studi “Storie di-segni: lo studio e la conservazione dei graffiti del Tezon Grando sull’isola del Lazzaretto Nuovo”, che si è svolto questo pomeriggio a Palazzo Ducale.

Promosso dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Venezia, in collaborazione con l’Università degli Studi “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara, l’Università per Stranieri di Perugia, l’Archeoclub d’Italia – Sede di Venezia e l’Ecomuseo dei Lazzaretti Veneziani, il seminario ha presentato gli esiti delle recenti attività di studio e conservazione dei graffiti del Tezon Grando.

A portare i saluti della Città, in rappresentanza dell’Amministrazione comunale, è stato Giovanni Giusto, consigliere delegato alla Tutela delle Tradizioni. “Il tema del seminario è particolarmente significativo perché riguarda la memoria, la storia e le testimonianze che le persone hanno lasciato nel tempo – ha sottolineato il consigliere Giusto – È straordinario pensare che, attraverso queste tracce, possiamo entrare in qualche modo in contatto con persone vissute molti anni fa e conoscere, almeno in parte, la loro vita e il loro pensiero. Anche i graffiti rappresentano una testimonianza preziosa: messaggi spesso lasciati spontaneamente, senza la consapevolezza che, a distanza di anni, sarebbero stati studiati, catalogati e conservati. Attraverso queste scritture possiamo comprendere aspetti della vita quotidiana e della storia che altrimenti sarebbero andati perduti”.

Nel corso del seminario è stata approfondita la storia del Tezon Grando e la scoperta delle sue scritture, il percorso di recupero e rinascita delle isole dei Lazzaretti e il valore dei graffiti come beni culturali e fonti storiche. Particolare attenzione è stata dedicata agli aspetti normativi e metodologici legati alla tutela e alla conservazione, oltre che al rapporto tra ricerca, restauro e restituzione delle scritture parietali, considerate una vera e propria “lingua viva” capace di restituire tracce della vita quotidiana e della presenza umana nel passato.

“La tutela non significa soltanto conservare una testimonianza, ma mantenere viva la possibilità di vederla, studiarla e comprenderla direttamente – ha aggiunto Giusto – Queste tracce sono un patrimonio che appartiene a tutti e uno straordinario strumento di conoscenza. A volte le abbiamo proprio sotto gli occhi, senza renderci conto del loro valore. Ed è forse questo uno degli aspetti più belli della ricerca: riuscire a vedere ciò che è sempre stato davanti a noi e comprenderne finalmente il significato”. Un valore che si lega anche alla figura di Giorgio Crovato, recentemente scomparso, che di questa attività di ricerca e tutela è stato un importante custode: “A Giorgio dobbiamo molto – ha ricordato Giusto – Attraverso le sue ricerche, i suoi testi e i suoi scritti, ma soprattutto attraverso la sua capacità di condividere le conoscenze, ha contribuito in maniera importante a mantenere viva la memoria di Venezia e della sua laguna”.

Il seminario si è concluso con una tavola rotonda dedicata alle prospettive di conservazione, divulgazione e fruizione di un patrimonio fragile e ancora in larga parte da conoscere, studiare e valorizzare. 
Nella giornata di domani, sabato 19 settembre, è invece prevista una visita speciale dell’isola del Lazzaretto Nuovo dedicata ai graffiti del Tezon Grando. Info e prenotazioni sul sito: https://lazzarettiveneziani.it/it
 

(Comune di Venezia)