Tutela del saper fare veneziano e nuove opportunità professionali per i giovani. Con questi obiettivi il Comune di Venezia, attraverso l’Ufficio UNESCO e con l’ausilio di CNA Metropolitana di Venezia, promuove un’esperienza pilota di inserimento lavorativo nell’artigianato tradizionale che prenderà il via lunedì 21 settembre. Protagonisti saranno Tommaso Girardi e Sara Granzotto, che per tre mesi entreranno nelle botteghe veneziane per confrontarsi direttamente con mestieri, materiali e tecniche della tradizione.
L’iniziativa rientra nel progetto “Valorizzazione e promozione delle produzioni tradizionali e culturali presenti nel Sito UNESCO”, finanziato dal Ministero della Cultura nell’ambito della Legge 77/2006 “Misure speciali di tutela e fruizione dei siti e degli elementi italiani di interesse culturale, paesaggistico e ambientale, inseriti nella lista del patrimonio mondiale, posti sotto la tutela dell’UNESCO”.
Ad accogliere i due ragazzi saranno la falegnameria Spazio Legno e l’atelier La Bauta, due realtà veneziane che si sono candidate per ospitare l’esperienza. Dopo un primo percorso dedicato alle soft skills, alle regole dell’inserimento lavorativo e alla conoscenza dei tutor aziendali, da lunedì inizierà l’attività nelle botteghe. Fino al 14 dicembre Tommaso e Sara lavoreranno con materiali come il legno e i tessuti, mettendo alla prova manualità, precisione e creatività e imparando a trasformare un’idea in un manufatto.
“Questa iniziativa rappresenta un tassello fondamentale per la tutela e il rilancio del nostro tessuto economico e culturale – ha dichiarato l’assessore al Commercio e alle Attività produttive Sebastiano Costalonga, che ha accolto i ragazzi questo pomeriggio a Ca’ Farsetti – L’artigianato è ciò che ha reso grande Venezia fin dai tempi della Serenissima ed è nostro dovere continuare a valorizzarlo: non solo per custodirne la storia, ma soprattutto per offrire nuovi spunti e concrete opportunità lavorative ai giovani, affinché possano scegliere di rimanere e costruire qui il loro futuro. Si tratta di un percorso che va di pari passo con un disegno strategico più ampio avviato sull’intero territorio comunale, volto ad alzare sempre di più l’asticella della qualità dell’offerta commerciale. Penso a provvedimenti pionieristici come il Regolamento Antipaccottiglia, che ha fatto da capofila a livello nazionale ed europeo mettendo un freno al proliferare di attività che vendono merce priva di ogni legame con la storia e l’identità veneziana, ma anche ai nuovi regolamenti per il commercio su area pubblica e per le edicole, nati con l’obiettivo di garantire decoro urbano e una leale concorrenza. In questa stessa direzione si inserisce l’importante lavoro portato avanti con la Commissione Europea per il riconoscimento del marchio IGP al Vetro di Murano e al Merletto di Burano, una tutela che stiamo lavorando per estendere presto anche alla cantieristica tradizionale e all’arte dei maschereri”.
Il progetto punta inoltre a rafforzare il collegamento tra le nuove generazioni e le imprese che custodiscono i mestieri veneziani, favorendo l’incontro tra chi intende avvicinarsi al settore e le aziende alla ricerca di nuove professionalità.
“Questa esperienza nasce con l’idea di creare un ponte sempre più forte tra il mondo dell’artigianato tradizionale e il mercato del lavoro. I curricula di Tommaso e Sara sono soltanto due dei profili arrivati attraverso la candidatura: sono stati scelti per la particolare vicinanza e affinità dei loro percorsi con i materiali e le attività delle due aziende che li ospiteranno”, ha spiegato Giampaolo Toso, direttore della sede CNA di Venezia e referente metropolitano per il settore artistico.
“Il progetto non si ferma a questi due ragazzi – ha continuato Toso – Tutti gli altri profili ricevuti sono già stati messi a disposizione delle aziende che oggi stanno cercando manodopera. È questo, infatti, uno degli obiettivi che ci poniamo: creare un nuovo bacino di giovani energie da mettere in relazione con le imprese artigiane, offrendo loro la possibilità di continuare un percorso di apprendimento e di avvicinamento al saper fare”.
L’esperienza pilota guarda quindi oltre i due inserimenti che prenderanno il via lunedì, con l’obiettivo di consolidare il rapporto tra imprese e nuove generazioni, favorendo l’occupazione e contribuendo alla continuità dei mestieri legati alla tradizione di “Venezia e la sua Laguna”.
“Quando parliamo di artigianato veneziano – ha sottolineato Francesco Grimaldi, presidente della sede di Venezia di CNA – parliamo di un patrimonio che non può essere considerato soltanto qualcosa da conservare. Deve essere qualcosa da vivere, imparare e rinnovare. Dietro ogni manufatto ci sono conoscenze, manualità, creatività e capacità di interpretare i materiali. Sono competenze che rischiano di perdersi se non riusciamo a trasferirle alle nuove generazioni. Per questo avvicinare i giovani alle botteghe e alle imprese significa dare una prospettiva concreta al futuro del nostro artigianato. E significa anche far capire ai ragazzi che il lavoro artigiano può essere un percorso nel quale mettere insieme conoscenza, creatività e capacità manuale”.
Espressione dei valori identitari della comunità locale ed elemento costitutivo dell’autenticità del Sito UNESCO “Venezia e la sua Laguna”, l’artigianato rappresenta un patrimonio da preservare anche attraverso il passaggio di conoscenze e tecniche alle nuove generazioni, affinché possano trovare nei mestieri della tradizione una concreta prospettiva professionale.
Lavorare con le mani significa infatti non soltanto imparare un mestiere, ma mettere in campo creatività, concentrazione e capacità di risolvere problemi, confrontandosi direttamente con materiali e processi produttivi. Un’esperienza che può diventare fonte di reddito, ma anche occasione di crescita personale e professionale.
Tradizione e innovazione, memoria e futuro si incontrano così in un progetto che punta a dare continuità al patrimonio artigiano veneziano, creando le condizioni perché possa essere custodito, rinnovato e consegnato alle nuove generazioni.
