Nella giornata di venerdì 11 settembre, la Polizia di Stato ha tratto in arresto in flagranza di reato un cittadino rumeno di 48 anni con l’accusa di atti persecutori (cd. stalking) nei confronti dell’ex compagna.
L’operazione condotta dalla Squadra Mobile trae origine dalla denuncia presentata pochi giorni prima dalla vittima presso la Questura di Vicenza. La donna aveva segnalato una condotta persecutoria sistemica da parte dell’ex partner, scaturita a seguito della sua decisione di intraprendere una nuova relazione sentimentale. L’uomo aveva iniziato a inviarle continui messaggi minatori e a effettuare frequenti appostamenti sotto la sua abitazione per monitorarne i movimenti, costringendo la vittima a richiedere a più riprese l’intervento delle forze dell’ordine.
Nelle more degli accertamenti condotti dai poliziotti della Squadra Mobile, venerdì intorno all’ora di pranzo giungeva notizia che l’uomo, noncurante della contrarietà della donna alle sue visite e alla sua presenza, si trovava nuovamente sotto la sua abitazione. Recatisi immediatamente sul posto, gli agenti notavano l’uomo stazionare proprio nei pressi del cancelletto di accesso al condominio
Accompagnato in Questura per gli accertamenti di rito, l’indagato è stato trovato in possesso di un dispositivo di localizzazione GPS, presumibilmente destinato al tracciamento degli spostamenti della vittima.
Informato il Pubblico Ministero di turno presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Vicenza, l’uomo è stato tratto in arresto e trasferito presso la locale Casa Circondariale, in attesa dell’udienza di convalida.
Si rappresenta che la misura è stata adottata d’iniziativa da parte della Polizia di Stato e che, per il principio della presunzione di innocenza, la colpevolezza dell’indagato sarà definitivamente accertata solo in caso di sentenza irrevocabile di condanna.
